Afghanistan: attentatore suicida, 16 vittime

Pubblicato il 6 marzo 2019 alle 13:05 in Afghanistan Asia

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Un attentatore suicida ha attaccato un’azienda nella città orientale di Jalalabad, in Afghanistan, mercoledì 6 marzo, uccidendo 16 dipendenti.

La notizia è stata riportata da un funzionario del governo afghano, Attaullah Khogyani, portavoce del governatore della provincia di Nangarhar, di cui Jalalabad è la capitale. L’aggressore, secondo la ricostruzione dell’attentato, ha fatto detonare i suoi esplosivi vicino all’ufficio di una compagnia di costruzioni vicino all’aeroporto della città. Il portavoce Khogyani ha dichiarato che, oltre alle 16 vittime tra gli impiegati della compagnia, tra cui diverse guardie di sicurezza, sono stati uccisi 5 aggressori: i 2 bombardieri e 3 uomini armati, aggiungendo che l’operazione di sgombero della zona era ancora in corso.

L’attacco non è stato ancora rivendicato.

Nel frattempo, gli Stati Uniti e i talebani, gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo, continuano a tenere colloqui di pace a Doha, in Qatar, con lo scopo di porre fine al conflitto che ormai dura da quasi 18 anni. Nonostante una pausa di 2 giorni prima del fine settimana, secondo il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Robert Palladino, i negoziati continuano “su base giornaliera e si stanno continuando a fare progressi”. Il portavoce ha aggiunto poi che tali discussioni si stanno concentrando “sulle quattro questioni interconnesse che comporranno qualsiasi accordo futuro”, elencandole come terrorismo, ritiro delle truppe, dialogo intra afghano e il cessate il fuoco.

L’ultimo round di colloqui tra l’inviato speciale americano per la pace, Zalmay Khalilzad, e il team talebano si è concluso il 25 gennaio a Doha, dopo sei proficue giornate di lavoro il cui esito è stato una bozza di accordo quadro che ha effettivamente riguardato i quattro aspetti elencati da Palladino, specialmente il cessate il fuoco e il ritiro di migliaia di truppe straniere dal Paese asiatico.

A dicembre, un funzionario USA aveva comunicato che il presidente americano, Donald Trump, aveva in programma di ritirare oltre 5.000 soldati dall’Afghanistan. Durante la sua campagna presidenziale del 2016, Trump aveva dichiarato di voler concentrarsi maggiormente sulle questioni interne rispetto ai conflitti stranieri. Tuttavia, l’improvviso annuncio di Trump a dicembre di ritirare le forze americane dalla Siria e dall’Afghanistan ha allarmato alleati e funzionari americani che ancora giudicano lo Stato islamico una minaccia. La volontà di dimezzare la presenza dell’esercito a Kabul è stata ribadita martedì 5 febbraio nel discorso sullo stato dell’Unione, dove il presidente ha elogiato il lavoro della sua amministrazione nell’accelerare i colloqui di pace per un accordo politico in per porre fine alla guerra più lunga d’America.

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di Redazione

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