Libia: forze di Haftar raggiungono confine con Ciad e Niger

Pubblicato il 5 marzo 2019 alle 10:15 in Africa Libia

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L’Esercito Nazionale Libico (LNA), il cui comandante è l’uomo forte del governo di Torbuk, il generale Khalifa Haftar, si è spinto ulteriormente a Sud in Libia, in prossimità del confine con il Ciad e il Niger, raggiungendo la città di Gatrun.

Come altre località conquistate nel corso dei giorni passati, la LNA ha dichiarato di essere entrata nella città pacificamente, venendo accolta dai residenti. Haftar ha spiegato che tale espansione nel Sud del Paese mira a liberare la Libia dalla presenza dei gruppi terroristici e dalle organizzazioni criminali che entrano nel Paese nordafricano da Sud.

I confini meridionali della Libia, soprattutto con il Ciad e il Niger, sono territori particolarmente sensibili al passaggio dei trafficanti e dei gruppi armati e terroristici, poiché sono poco controllati. La regione centro-meridionale della Libia, denominata Fezzan, finora, era la più selvaggia del Paese, poiché né le forze del governo di Tripoli, che controlla la regione della Tripolitania, a Nord-Ovest del Paese, né quelle di Haftar, che controllano invece la regione della Cirenaica, che comprende il Nord-Est, erano riuscite a estendervi la propria autorità.

A gennaio, la LNA ha intrapreso un’offensiva nel Sud della Libia. Il 9 febbraio, 4 raid aerei erano stati condotti in prossimità dell’oleodotto di El Feel come segno di avvertimento per il comandante delle forze rivali di Sabha, Ali Kennah, alleato del governo libico tripolino. L’offensiva aerea ha danneggiato le infrastrutture dello stabilimento petrolifero e la pista dell’aeroporto, “mettendo le vite dei civili in serio pericolo”, secondo quanto annunciato dal comunicato del governo di Tripoli.

Il quotidiano inglese The Telegraph, il 3 marzo, ha riportato che centinaia di mercenari russi legati all’intelligence di Mosca starebbero ingrossando le fila delle forze di Haftar. In particolare, secondo le fonti citate dal quotidiano, la compagnia privata Wagner Group avrebbe inviato 300 soldati a Bengasi, fornendo altresì artiglieria, carri armati, droni e munizioni. “Tali forze stanno cercando di preparare i porti fi Tobruk e Derna per la flotta russa, e anche per cercare di controllare il flusso di petrolio verso sul Sud dell’Europa”, ha spiegato la fonte. 

Il Wagner Group è legato a Yevgeny Prigozhin, un uomo d’affari russo conosciuto come “lo chef di Putin”, che è stato sanzionato dagli Stati Uniti dopo che le sue attività online sono state riscontrate aver interferito nella campagna elettorale statunitense del 2016. Lo scorso novembre, Prigohin è stato filmato mentre sedeva insieme ad Haftar ed il ministro della Difesa russo. Già nell’ottobre 2018, l’intelligence britannica aveva messo in guardia circa la possibilità che Mosca stesse stabilendo due basi militari in Libia, a Bengasi e a Tobruk.

Da quando il dittatore libico, Muammar Gheddafi, è stato rovesciato ed eliminato attraverso l’intervento della NATO, guidato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011, la Libia non ha mai compiuto una transizione democratica. Ancora oggi, il potere politico è diviso in due governi. Il primo, creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, ha sede a Tripoli ed è guidato dal premier Fayez al-Serraj, sostenuto dalle Nazioni Unite e dall’Italia. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti. L’assenza di una guida unitaria del Paese, in grado di controllare efficacemente tutto il territorio nazionale ed i suoi confini, ha fatto sì che i trafficanti di esseri umani, i gruppi armati ed i terroristi portassero avanti indisturbati le proprie attività a danno dei cittadini e dei migranti, che sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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