Kurdistan iracheno: due principali partiti politici trovano accordo per formazione nuovo governo

Pubblicato il 5 marzo 2019 alle 11:32 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I due principali partiti politici della regione semiautonoma del Kurdistan iracheno hanno raggiunto un accordo, della durata di quattro anni, che spianerà la via per la formazione di un nuovo governo curdo regionale. I due partiti in questione sono il Partito Democratico Curdo (KDP) e l’Unione Patriottica del Kurdistan (PUK).

Secondo quanto riportato al-Jazeera English, i membri delle due formazioni politiche i sono detti soddisfatti del patto, dichiarandosi entrambi “vincitori”. In particolare, il segretario del KDP, Fazil Mirani, ha riferito che “la sicurezza del popolo curdo è la priorità”. Il nuovo accordo, inoltre, dovrebbe sostituire l’Accordo Strategico del 2005, in base al quale la regione del Kurdistan iracheno era amministrata dal Governo Regionale del Kurdistan, e prevedrà la formazione di un nuovo gabinetto.

In seguito alla conclusione del patto, raggiunto ad Erbil, è stata tenuta una conferenza stampa congiunta, durante la quale il portavoce del PUK, Latif Sheikh Omar, ha informato che verrà stabilità una commissione per seguire l’attuazione dell’accordo, che include la formazione di comitati parlamentari e locali. Al momento, non è stata fornita nessun’altra informazione.

Il KDP e il PUK, che hanno amministrato la regione del Kurdistan attraverso un accordo di condivisione dei poteri, hanno vissuto momenti di contrasto dal referendum sull’indipendenza della regione del 25 settembre 2017. In occasione delle elezioni parlamentari del 30 settembre 2018 di quell’anno, centinaia di candidati avevano concorso per i 111 seggi parlamentari, di cui 5 destinati ai turkmeni, 5 ai cristiani e uno agli armeni.

Secondo la commissione elettorale regionale, il KDP aveva vinto 45 seggi, mentre il PUK soltanto 21. All’epoca, diversi partiti di opposizione avevano respinto i risultati elettorali delle elezioni, che si sono verificati in mezzo a una crisi politica causata dal fallimento del referendum, voluto dal KRG. 

I partiti politici kurdi e il governo centrale di Baghdad si erano opposti a tale referendum, che ha portato invece a uno scontro militare tra Erbil e Baghdad nella città petrolifera di Kirkuk. Anche se i rapporti con Baghdad sono migliorati, la regione curda ha perso territorio e l’autonomia economica e, ad oggi, la frustrazione degli elettori sta aumentando. Anni di politica stagnante, salari non pagati e corruzione hanno minato la fiducia nella politica e hanno ridotto l’affluenza alle elezioni del settembre 2018.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.