Il Ciad chiude il confine con la Libia

Pubblicato il 5 marzo 2019 alle 15:00 in Ciad Libia

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Il Ciad ha annunciato la chiusura del confine con la Libia, dopo che un convoglio di militanti armati è entrato nel proprio territorio dal Fezzan, regione libica sud-occidentale.

La notizia è stata annunciata dal ministro della Sicurezza ciadiano, Mohammed Ali Salahm, il quale ha riferito che la frontiera rimarrà chiusa fino a nuovo ordine, spiegando che tale territorio pullula di bande armate, gruppi di ribelli e di terroristi. Per tale ragione, “chiunque verrà trovato in prossimità del confine libico verrà trattato come un terrorista o un militante”. Già nel 2017, il Ciad aveva già chiuso i confini con la Libia per qualche mese.

Nel mese di febbraio, l’esercito ciadiano aveva annunciato di aver catturato 250 terroristi quando un convoglio di ribelli era entrato nel proprio territorio dalla Libia. Nell’occasione, oltre alla distruzione di 40 veicoli, sono state sequestrate centinaia di armi.  

Il Ciad è uno Stato dell’Africa centrale semidesertico e senza alcuno sbocco al mare, circondato da Paesi caratterizzati da forti instabilità, quali la Libia, il Sudan, la Repubblica Centrafricana, il Camerun, la Nigeria e il Niger. In particolare, il Ciad costituisce un importante snodo di passaggio per tutti quei flussi migratori che, dall’Africa orientale e occidentale, confluiscono verso il Nord del continente, soprattutto in Libia, per imbarcarsi alla volta dell’Europa.

Da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, nel 1960, la sua storia è stata caratterizzata dall’instabilità e dalla violenza, causata soprattutto dalle tensioni tra i cittadini arabi-musulmani, concentrati nel Nord del Paese, e la maggioranza di cristiani e animisti che, invece, vivono nel Sud. Nonostante nel 2003 sia iniziata la produzione petrolifera, con il completamento di un condotto che collega il Ciad alla costa atlantica, le autorità di N’Djamena continuano a faticare per cercare di ridurre il tasso di povertà, e migliorare le condizioni sociali e l’assistenza sanitaria per i cittadini.

Il Ciad, come la Nigeria e altri Stati della regione del Lago Ciad, è colpito anche dalla violenza dei terroristi nigeriani di Boko Haram. I confini con la Libia, in particolare, costituiscono un’area particolarmente a rischio, poiché poco controllata. Il Paese nordafricano, dalla rivoluzione del febbraio 2011, non ha ancora compiuto una transizione democratica, con il risultato che, ancora oggi, il potere politico è diviso in due governi.

Il primo è stanziato a Tripoli, nell’Ovest del Paese, guidato da Serraj e sostenuto dall’Italia e dall’Onu. Nonostante tale sostegno, le forze di Tripoli non riescono efficacemente a controllare il territorio che amministrano. Il secondo governo, invece, ha sede a Tobruk, nell’Est del Paese, ed è appoggiato da Russia, Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti. Il suo uomo forte, il comandante dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), il generale Khalifa Haftar, ha avviato una serie di offensive nei territori del Sud della Libia, a partire da gennaio, al fine di prenderne il controllo. Il 4 marzo, le sue forze hanno raggiunto il confine con il Ciad e il Niger, fino alla città di Gatrun.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano rende noto che, al fine di prevenire le infiltrazioni di terroristi e miliziani ai i confini del Ciad, il governo di N’Djamena ha istituito esami di screening presso le frontiere

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Sofia Cecinini

di Redazione

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