USA e Cina si avvicinano ad un accordo commerciale

Pubblicato il 4 marzo 2019 alle 11:59 in Cina USA e Canada

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Gli Stati Uniti e la Cina sembrano essere vicini ad un accordo commerciale che ridurrebbe le tariffe statunitensi su un equivalente di 200 miliardi di dollari di beni cinesi in cambio dell’impegno di Pechino ad apportare cambiamenti strutturali dal punto di vista economico e di eliminare i dazi di ritorsione imposti agli USA, secondo quanto riportato da Reuters il 4 marzo.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente cinese, Xi Jinping, potrebbero sugellare tale accordo in occasione di un vertice che si svolgerà intorno al 27 marzo nella tenuta di Trump, Mar-a-Lago, a Palm Beach, Florida. Molti dettagli dell’intesa devono ancora essere definiti, tra cui i termini del meccanismo di attuazione necessario a garantire che Pechino tenga fede alle modifiche promesse, le quali includono l’introduzione di alcune politiche volte a proteggere in modo più efficiente la proprietà intellettuale degli Stati Uniti e a porre fine ai trasferimenti forzati di tecnologia e dei sussidi industriali.

Secondo una fonte informata dei colloqui, Washington e Pechino potrebbero anche essere vicine a stringere un’intesa su questioni di non applicazione, tra cui l’impegno della Cina ad aumentare le acquisizioni di prodotti agricoli, energetici e manifatturieri, oltre ad implementare 6 cambiamenti circa la propria politica strutturale. A tal proposito, il Wall Street Journal ha dichiarato che nel definire i termini dell’intesa, la Cina potrebbe abbassare le tariffe imposte sui beni fabbricati negli Stati Uniti, tra cui prodotti agricoli, chimici e automobili, in cambio del sollevamento delle sanzioni sanitarie di Washington. Sempre secondo la testata statunitense, nell’accordo sarebbe compreso anche un acquisto da 18 miliardi di dollari di gas naturale dalla Cheniere Energy Inc di Houston, la quale, tuttavia, non ha rilasciato commenti al riguardo.

I due Paesi sono stati impegnati in una guerra commerciale da circa 8 mesi, durante i quali gli Stati Uniti hanno imposto dazi punitivi su 250 miliardi di dollari di importazioni cinesi, mentre Pechino ha risposto con tariffe per 110 miliardi di dollari di beni statunitensi, tra cui soia e altre materie prime. Tali misure hanno contribuito ad agitare i mercati finanziari, ad interrompere le catene di approvvigionamento manifatturiero e a ridurre le esportazioni di aziende agricole statunitensi.

Alla fine di febbraio, tuttavia, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero anche non concludere un accordo commerciale con la Cina se questo non fosse abbastanza buono. I consulenti economici della Casa Bianca, da parte loro, invece, hanno propagandato “fantastici” progressi per l’accordo volto a porre fine alla disputa con Pechino. A conferma di ciò, il 24 febbraio, Trump ha ritardato un aumento tariffario di $ 200 miliardi in beni cinesi, il quale era stato programmato per sabato 2 marzo, citando i progressi nei colloqui.

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Alice Bellante

di Redazione

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