India: accordo con compagnia francese per 36 jet militari

Pubblicato il 4 marzo 2019 alle 11:30 in Asia India

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L’India introdurrà il jet da combattimento Rafale, di fabbricazione francese, nelle fila della sua aviazione militare. La notizia è stata divulgata dal capo della forza aerea indiana B.S. Dhanoa lunedì 4 marzo, che ha aggiunto che i 36 velivoli della Dassault Aviation faranno parte dell’esercito da settembre 2019.

L’acquisto delle nuove tecnologie fa parte di un programma di ammodernamento dell’aereonautica di Nuova Delhi, per il quale si stanno gradualmente smantellando gli aerei dell’era sovietica.

La compravendita dei jet Rafale non è stata lineare: solamente il mese scorso gli analisti pensavano che non sarebbe andata in porto per l’alto costo dei caccia e per possibili problemi con l’azienda francese.

L’India, negli ultimi tempi, sta investendo in particolar modo nel settore della difesa. Solamente il 15 febbraio è stato reso noto che Nuova Delhi ha inviato a Mosca una richiesta per l’acquisto di 21 caccia MiG-29. Secondo quanto dichiarato dalla fonte, interna al sevizio di cooperazione tecnico-militare indiana, “le condizioni sono ancora in corso di definizione”. Prima di tale acquisto, il Paese asiatico non disponeva di questa classe di velivoli. La Russia e l’India sono partner nel settore della difesa, dove cooperano sulla base di oltre 20 accordi intergovernativi. La Marina Militare indiana è equipaggiata per l’80% con armamenti russi, l’Aeronautica per il 70%.

In più, il 24 ottobre 2018, l’Israel Aerospace Industries (IA) ha annunciato che l’India avrebbe comprato un sistema di difesa navale da Israele. Lo IA ha riferito che Nuova Delhi si è proposta di fornire 680 milioni di euro per acquisire la versione marina del sistema missilistico e aereo israeliano Bakar 8, dalla gittata di 70 km. I due Paesi hanno rilanciato la cooperazione nel campo della difesa dallo scorso febbraio, quando il premier indiano, Narendra Modi, si era recato per la prima volta in visita ufficiale in Israele. Successivamente, nel mese di aprile, Nuova Delhi ha effettuato un ordine del valore di 1.6 miliardi di euro di equipaggiamento militare, che è stato definito da Israele l’accordo di esportazioni di armi più grande mai effettuato.

La rinnovata tensione con il Pakistan per il Kashmir, poi, ha impegnato nell’ultimo mese l’aeronautica militare indiana e potrebbe aver influito sulla scelta di nuovi investimenti nel settore della difesa, specialmente quello aeronautico. Il nervosismo tra i due Stati è nato dopo l’attentato avvenuto il 14 febbraio nella città di Awantipora, il peggiore dall’inizio della ribellione armata nella regione contesa dal 1989. Il gruppo estremista con base in Pakistan Jaish-e-Mohammed (JeM) ha colpito un autocarro della polizia indiana, uccidendo 44 paramilitari. Modi, sotto pressione per le elezioni nazionali imminenti, aveva in precedenza dichiarato che l’India avrebbe dato una risposta adeguata al torto subito. Il rischio di un possibile conflitto è tuttavia drammaticamente aumentato quando l’India, il 26 febbraio, ha lanciato un attacco con 12 Mirage 2000 ed ha colpito la città di Balakot, che si trova nel Kashmir amministrato dal Pakistan. Secondo le fonti indiane, il raid aereo ha lasciato a terra più di 300 combattenti dello JeM, sebbene le autorità pakistane abbiano negato la presenza di vittime o di danni materiali. La risposta di Islamabad non è tardata ad arrivare: mercoledì 27 febbraio, il Pakistan ha effettuato un raid aereo durante il quale ha  abbattuto 2 jet indiani e ha catturato 2 piloti. Secondo il generale maggiore pakistano e portavoce delle forze armate, Asif Ghafoor, i due jet indiani prima di essere abbattuti, erano entrati nello spazio aereo del Pakistan dopo che questo aveva effettuato 6 attacchi aerei nel Kashmir sotto amministrazione indiana.

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di Redazione

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