Nicaragua: Ortega libera 100 prigionieri politici

Pubblicato il 2 marzo 2019 alle 6:10 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il governo sandinista di Daniel Ortega in Nicaragua ha reso noto che almeno 100 persone, detenute nel contesto di manifestazioni dallo scorso aprile che chiedevano la fine di 12 anni di regime autoritario, sono state liberate in via provvisoria mercoledì 27 febbraio.

Il rilascio coincide con il primo giorno di ripresa delle trattative per trovare una soluzione alla crisi politica nel paese centroamericano, che dal 18 aprile scorso ha causato almeno 325 morti e più di 50.000 esuli e ha seriamente danneggiato l’economia nicaraguense, tanto che la pressione decisiva su Ortega per riavviare il dialogo è giunta dai principali impresari del paese.

L’opposizione Alianza Cívica, il gruppo costituito da uomini d’affari, accademici, studenti universitari, contadini e organizzazioni della società civile, aveva chiesto il rilascio immediato di tutti i detenuti considerati prigionieri politici, come prima condizione per sedere al tavolo dei negoziati e riavviare il dialogo.

Il Ministero dell’Interno di Managua, tramite un comunicato stampa, ha reso noto che i cento prigionieri hanno ricevuto il “beneficio della vita familiare o di altre misure precauzionali”, il che significa che la loro liberazione dal carcere può essere temporanea. Gli analisti non sono certi che questo primo gesto del governo riesca a convincere gli oppositori a portare avanti i negoziati. Al momento l’opposizione al governo di Ortega ha riferito che dopo la riunione di mercoledì 27 febbraio, sono stati concordati con i rappresentanti del’Esecutivo una “tabella di marcia” composta di dodici punti preliminari per la trattativa, ma non hanno chiarito quali siano, mantenendo così la segretezza ha caratterizzato la giornata.

Fin dalle prime ore di mercoledì 27 numerosi familiari dei detenuti si sono accalcati all’ingresso del carcere Modelo di Managua per aspettare la liberazione dei prigionieri. Le stesse scene si sono ripetute fuori dal carcere femminile di La Esperanza. Dei 100 detenuti liberati, 11 sono donne.

I negoziati sono iniziati senza copertura stampa, una delle richieste dell’esecutivo sandinista dopo aver annunciato la sua disponibilità a sedersi al tavolo del dialogo. Tra coloro cha fanno parte della squadra di negoziatori per conto del governo, il Ministro degli Esteri Denis Moncada, i deputati Edwin Castro e Wilfredo Navarro e Francisco Rosales, giudice della Corte Suprema, controllata dal partito di Ortega. Il cardinale Leopoldo Brenes e il rappresentante del Vaticano, Waldemar Stanisław Sommertag, erano presenti al tavolo delle trattative. Una fonte vicina ai negoziati sottolinea che le opposizioni hanno presentato tre prime condizioni alle autorità del Nicaragua, tra cui la liberazione di tutti i prigionieri politici, la partecipazione al negoziato di organizzazioni internazionali come l’Organizzazione degli Stati americani, le Nazioni Unite o l’Unione Europea come mediatori o garanti. Inoltre, dovrà essere consentita la copertura del processo da parte dei media. “Se [il governo] non accetta queste condizioni, per noi è impossibile continuare. Fanno parte delle regole del gioco” – ha riferito una fonte dell’oppposizione.

Il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, Luis Almagro, ha reso nota la disponibilità della sua organizzazione a fungere da “garante” nei negoziati per raggiungere una “soluzione nicaraguense” alla crisi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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