Tensioni India – Pakistan: Islamabad rilascierà oggi il pilota indiano

Pubblicato il 1 marzo 2019 alle 12:07 in India Pakistan

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Venerdì primo marzo, il Pakistan rilascerà il pilota indiano catturato nei giorni passati in segno di pace per allentare le tensioni con l’India.

La notizia è stata annunciata il 28 febbraio dal premier pakistano, Imran Khan, ed è stata accolta positivamente da Nuova Delhi, che l’ha considerata una vittoria diplomatica. Il comandante indiano Abhinandan Varthaman, catturato il 27 febbraio in seguito all’abbattimento di due jet da parte di Islamabad, verrà consegnato agli ufficiali del Pakistan presso il passo di Wagah, al confine tra India e Pakistan, nel pomeriggio del primo marzo, secondo quanto specificato dal ministro degli esteri pakistano, Shah Mehmood.

Migliaia di persone si sono riunite di fronte alla casa del pilota indiano per accoglierlo, mentre i suoi genitori hanno raggiunto Amritsar, vicino a Wagah, la sera del 28 febbraio. Il corrispondente di al-Jazeera English  a Nuova Delhi, Sohail Rahman, ha spiegato che Varthaman verrà interrogato sia dai servizi segreti sia dall’aviazione indiana, come previsto dal protocollo in caso di un ex prigioniero di guerra.

Le tensioni tra India e Pakistan, storici rivali regionali, sono aumentate il 26 febbraio, quando l’aviazione di Nuova Delhi ha colpito un campo di addestramento del gruppo islamista Jaish-e-Mohammad (JeM), legato ad al-Qaeda e inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche dall’Onu nel 2001, in Pakistan. Il giorno successivo, Islamabad ha abbattuto 2 jet indiani, catturando un pilota. Il raid indiano contro il campo di addestramento ha seguito la rivendicazione di un attacco suicida da parte di JeM, avvenuto nel mese di febbraio e in cui erano morti 40 membri delle truppe paramilitari indiane. Le autorità di Nuova Delhi hanno reso noto che “un numero molto alto” di terroristi sono morti sotto i bombardamenti del 26 febbraio, impedendo così la realizzazione di imminenti attentati contro l’India.

I contrasti tra i due Paesi in relazione al Kashmir vanno avanti da decenni. Tale regione si torva a cavallo tra i due Paesi ed è suddivisa in 3 macro aree oggetto di dispute territoriali. La zona di Jammu e Kashmir, nel centro Sud, è amministrata dall’India; lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, nel Nord, sono sotto la giurisdizione del Pakistan. Infine, la zona Nord-orientale di Aksai Chin è sotto il controllo della Cina. Tale divisione amministrativa, tuttavia, non è riconosciuta formalmente, così che sia l’India, sia il Pakistan, continuano a rivendicare il controllo sulle aree amministrate dall’altro Paese. 

Queste tensioni hanno causato la guerra indo-pakistana del 1947, che ha portato alla suddivisione degli attuali confini. Da allora, il Pakistan che controlla circa un terzo del Kashmir, mentre l’India ne controlla circa metà. Un ulteriore cambiamento è avvenuto nel 1972 alla fine della guerra per l’indipendenza del Bangladesh, precedentemente considerato Pakistan orientale. Data la situazione, da decenni si verificano scontri e, ad avviso di Yusufzai, la pressione esercitata da Trump sul Pakistan non condurrà a una risoluzione dei problemi in Afghanistan.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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