Guaidó vola in Brasile da Bolsonaro

Pubblicato il 28 febbraio 2019 alle 12:52 in Brasile Venezuela

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Juan Guaidó, Presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana e leader dell’opposizione riconosciuto da più di 50 paesi come presidente ad interim del Venezuela, ha iniziato una visita in Brasile mercoledì 27 febbraio, come confermato dal vicepresidente  del Brasile Hamilon Mourão. 

Guaidó è volato da Bogotà, dove ha preso parte al vertice del Gruppo di Lima, cui ha partecipato anche Mourão, a Brasilia, dove è previsto che incontri il presidente Jair Bolsonaro, secondo quanto ha riferito la portavoce dell’ambasciatore del Venezuela a Brasilia, Maria Teresa Belandria. La visita durerà “probabilmente due giorni”, secondo quanto comunicato dalla portavoce della legazione diplomatica, i cui vertici sono stati nominati da Guaidó dopo che Brasilia lo ha riconosciuto come legittimo presidente del Venezuela.

Guaidó era in Colombia da venerdì 22 febbraio, dopo aver disobbedito un ordine della magistratura fedele al governo chavista di Nicolás Maduro che gli aveva proibito di lasciare il Venezuela.

Il leader dell’opposizione venezuelana e il presidente brasiliano Bolsonaro hanno in programma di discutere della crisi che affligge il Venezuela e di una possibile transizione. Il resto dell’agenda di Guaidó non è ancora stato reso noto. Il Brasile è, dopo gli Stati Uniti e la Colombia, il paese che maggiormente si è impegnato a sostenere gli sforzi di Guaidó per rovesciare il governo di Nicolás Maduro.

Il governo di Bolsonaro è stato il secondo dopo gli Stati Uniti a procedere al riconoscimento diplomatico di Juan Guaidó ed è stato molto attivo nella difesa del ripristino della democrazia in Venezuela e nello spingere per l’abbandono del potere da parte del leader chavista Nicolás Maduro. Il governo di Brasilia, tuttavia, ha adottato un basso profilo nel tentativo frustrato, promosso da Guaidó, di portare cibo e materiale sanitario attraverso i confini questo fine settimana, nonostante il passaggio avvenisse proprio attraverso la frontiera brasiliana. Al di là delle condanne di rito della violenza il governo centrale ha lasciato alle autorità locali e all’esercito la gestione del problema, tanto che l’accoglienza dei militari venezuelani che hanno disertato per non obbedire all’ordine di distruggere i convogli umanitari è stata demandata alle divisioni dell’esercito brasiliano dislocate nello stato di Roraima. 

La partecipazione a questa iniziativa è stata molto più discreta di quella della Colombia e degli Stati Uniti, che hanno donato la maggior parte degli aiuti umanitari. Tra i fattori che hanno influenzato tale atteggiamento  è il fatto che lo Stato di Roraima, che condivide 2.100 chilometri di frontiera con il Venezuela, riceve i due terzi della sua energia elettrica dal vicino.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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