Argentina: economia in calo e recessione

Pubblicato il 28 febbraio 2019 alle 9:56 in America Latina Argentina

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L’Argentina ha chiuso il 2018 in rosso. L’economia del paese sudamericano è diminuita del 2,6% lo scorso anno secondo i dati diffusi mercoledì dall’ufficio nazionale di statistica (Indec) che confermano le previsioni effettuate dall’Università Cattolica e da altri istituti indipendenti.

I dati sono una sorta di corollario di un anno da dimenticare, in cui tutte le previsioni ufficiali del governo, degli analisti finanziari e persino di organizzazioni internazionali come il Fondo monetario internazionale o la Banca mondiale sono state clamorosamente smentite in negativo. L’Argentina avrebbe dovuto crescere almeno del 3% l’anno scorso, secondo gli analisti, ed ha chiuso l’anno con una cifra simile, però in negativo. Nel corso dell’anno, metà del valore del peso, la valuta argentina, è andata perduta, con un’inflazione che sfiora il 50%, seconda nella regione solo all’inflazione a sei zeri del Venezuela, e un debito estero in dollari che è passato in meno di un anno dal rappresentare il 40% del PIL a oltre l’80%, secondo i dati della Commissione Economica per l’America Latina e dei Caraibi (CEPAL). 

Il governo di Mauricio Macri è impegnato a gestire i pessimi risultati economici in un anno in cui il presidente cercherà la rielezione alle presidenziali del 27 ottobre prossimo

L’anno era iniziato bene per l’Argentina, con una crescita del 3,5% nel primo trimestre e l’aspettativa che la crescita economica si sarebbe concatenata per due anni consecutivi dopo il buon andamento del 2017. Tutto è cambiato ad aprile, quando il rafforzamento del dollaro ha travolto le monete delle economie emergenti, tra cui in particolare il peso argentino e la lira turca. Indebitato in dollari per sostenere un disavanzo delle partite correnti del 5%, il paese sudamericano non ha potuto resistere al deflusso di capitali e alla fine del credito a basso costo che ha colpito tutti i mercati emergenti dopo l’aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti. 

La peggiore siccità negli ultimi 40 anni ha messo in ginocchio l’agricoltura e l’allevamento, da sempre voci importanti nell’export di Buenos Aires e ridotto l’introito di valuta estera per le esportazioni. Le condizioni climatiche hanno completato quella che Macri ha definito “tempesta perfetta” che si è abbattuta sull’economia argentina. 

A maggio il governo ha concordato un piano di salvataggio da 50 miliardi di dollari con il Fondo Monetario Internazionale, la cifra più alta concessa ad un solo paese nella storia del Fondo. Ad agosto, nella speranza di anticipare la ripresa al 2019, Macri ha negoziato un accordo aggiuntivo da 7 miliardi.

Per contrastare il deprezzamento del peso e frenare l’inflazione, il governo ha portato i tassi di interesse a oltre il 50%. Il risultato è stato uno scenario recessivo che ha colpito duramente il settore industriale. Secondo l’Indec l’attività industriale è scesa del 5% nel 2018 e del 14,7% nel mese di dicembre rispetto allo stesso mese del 2017. Sono ancora da conoscere i dati semestrali su povertà e disoccupazione, ma il governo ammette che non saranno certamente buoni.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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