Trump acclama la Corea del Nord poche ore prima del summit

Pubblicato il 27 febbraio 2019 alle 11:19 in Corea del Nord USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 27 febbraio, poche ore prima del summit sul nucleare ad Hanoi, ha acclamato il potenziale della Corea del Nord definendolo “fantastico” e ha dichiarato inoltre che il leader asiatico, Kim Jong Un, ha intenzione di fare qualcosa di grande.

Nonostante, ad oggi, i progressi nello smantellamento dei programmi di armamento della Corea del Nord siano stati pochi, Trump sembra deciso a fare affidamento sulla sua relazione personale con il giovane leader asiatico e sugli incentivi economici offerti al Paese dopo 70 anni di ostilità per portare a casa un qualche risultato.

A tal proposito, il presidente statunitense, la mattina del 27 febbraio, un giorno dopo il suo arrivo ad Hanoi, la capitale vietnamita sede del summit, ha affermato: “Il Vietnam prospera come pochi luoghi al mondo. La Corea del Nord potrebbe fare la stessa cosa, anche molto rapidamente, se accettasse la denuclearizzazione. Il potenziale del Paese è fantastico, rappresenta una grande opportunità, come nessun’altra nella storia, per il mio amico Kim Jong Un”. Il leader della Casa Bianca ha poi aggiunto di aspettare con ansia i colloqui con la controparte asiatica e di sperare che essi conducano al successo.

Trump e Kim si incontreranno all’hotel Metropole, alle 18:30, ora locale, per circa 20 minuti. L’incontro sarà poi seguito da una cena con i rispettivi collaboratori, secondo la Casa Bianca. Giovedì 28 febbraio, invece, i 2 leader saranno impegnati in una serie di incontri definiti come “intermittenti” da Washington, la cui sede non è ancora stata resa nota.

È interessante notare che, secondo le dichiarazioni di Donald Trump, nel 2018 lui e Kim “si sono innamorati” e che, alla vigilia della partenza per il secondo summit, entrambi abbiano affermato di aver sviluppato “una relazione molto, molto buona”. Proprio alla luce di ciò, emerge che la questione che dominerà i colloqui di Hanoi sarà se l’intesa menzionata si dimostrerà sufficiente affinché il vertice produca sostanziali progressi nell’eliminare l’arsenale nucleare di Pyongyang.

La mattina del 27 febbraio, il presidente Trump ha incontrato il presidente vietnamita, Nguyen Phu Trong, nel palazzo presidenziale ed ha supervisionato la firma degli accordi stretti tra Boeing Co e 2 compagnie vietnamite, VietJet e Bamboo Airways, le quali si sono impegnate ad acquistare 110 aerei per un valore di oltre 15 miliardi di dollari. Per pranzo, il leader della Casa Bianca, invece, ha incontrato il primo ministro vietnamita, Nguyen Xuan Phuc.

La principale ragione del summit di Hanoi risale al 2017, anno in cui la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti.

Al fine di frenare tali sviluppi, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano ripetutamente imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti. 

L’appuntamento ad Hanoi perciò non rappresenta la prima volta che i 2 leader si incontrano: il vertice del 12 giugno 2018, a Singapore, ha prodotto un accordo informale in cui i due si sono impegnati a denuclearizzare la penisola e a sospendere le sanzioni internazionali. Dal primo incontro, tuttavia, pochi progressi sono stati fatti. Una svolta decisiva è stato lo scambio di missive tra i due leader ad inizio di quest’anno, ed il discorso per il 2019 di Kim in cui si dichiarava pronto a confrontarsi e collaborare con l’amministrazione Trump. La riduzione della tensione ha portato ad una visita a Washington di una delegazione nordcoreana capitanata dall’ex presidente dei servizi segreti e capo missione per le negoziazioni con gli USA, Kim Yong Chol, e nello stesso giorno un incontro a Stoccolma.

In occasione del secondo summit, secondo Reuters, è probabile che entrambe le parti sentano la pressione di concordare delle misure più specifiche e più concrete, cioè quali passi la Corea del Nord intraprenderà per rinunciare ai suoi armamenti e cosa gli Stati Uniti offriranno in cambio.

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Alice Bellante

di Redazione

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