Mosca: Usa pronti ad attaccare Veneuzela da Puerto Rico

Pubblicato il 27 febbraio 2019 alle 9:15 in Russia USA e Canada Venezuela

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La Russia crede che gli Stati Uniti stiano ultimando i preparativi per l’invasione del Venezuela. Il Segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione russa, Nikolaj Patrushev, ha denunciato che gli USA stanno preparando gli ultimi dettagli per un intervento militare in Venezuela per rovesciare il presidente del paese sudamericano Nicolás Maduro. I timori di Mosca si basano sul “trasferimento delle forze speciali statunitensi a Puerto Rico, nonché sullo sbarco di unità militari statunitensi in Colombia” e su “altri fattori” non meglio citati da Patrushev.

In una intervista al quotidiano moscovita Argumenty i Fakty Patrushev ha sostenuto che “gli Stati Uniti con arroganza nei confronti del popolo venezuelano stanno preparando un intervento militare nello Stato sovrano del Venezuela”

Per la Russia vi sono una serie di fattori militari e non militari, che indicano chiaramente che “il Pentagono sta rafforzando la sua presenza di truppe nella regione per usarle in un’operazione per rimuovere dal potere l’attuale presidente eletto” – ha affermato Patrushev.

L’opzione militare è una questione di cui si parla da settimane, nonostante gli Stati Uniti sembrino, ad oggi, i soli a volerla. La Russia e la Cina hanno già annunciato che metteranno il veto su un eventuale intervento militare contro Maduro alle Nazioni Unite. Cuba, Bolivia, Iran, Turchia e Sudafrica, tra gli altri paesi, continuano a sostenere il governo di Maduro. D’altra parte, Juan Guaidó è stato riconosciuto dagli Stati Uniti, da quasi tutti i membri dell’Unione Europea e dalla maggior parte dei principali paesi dell’America Latina. La UE e il Gruppo di Lima, che riunisce 13 paesi latinoamericani e il Canada, tuttavia, si sono espressi nuovamente lunedì 25 febbraio contro ogni opzione militare. 

La Russia sostiene che la grave situazione umanitaria in Venezuela è stata causata dalle sanzioni degli Stati Uniti e non dalle politiche del governo di Maduro. Di fronte a questa situazione “si è imposto al Venezuela di accettare aiuti umanitari, pur essendo risaputo che sarebbero stati respinti” – ha denunciato Patrushev, che ha criticato l’atteggiamento degli Stati Uniti perché “stanno inventando vari pretesti per evitare negoziati con la Russia e con altri paesi sulla crisi venezuelana”.  “Gli americani ci hanno proposto di avere consultazioni sul problema – ha spiegato l’alto funzionario del Cremlino – noi abbiamo accettato, ma loro stessi lo evitano con scuse campate in aria, ancora e ancora, rinviando ogni volta le date concordate”.

La Russia non vuole un improvviso collasso del governo chavista, tra le altre cose perché ha importanti investimenti in Venezuela. Gli accordi che Maduro ha raggiunto con Putin in occasione della sua visita lo scorso dicembre nella capitale russa prevedono un investimento di 5  miliardi di dollari nel settore petrolifero venezuelano e di un miliardo nell’industria mineraria.

Frattanto, pur avendo respinto gli aiuti USA alle frontiere con Colombia e Brasile, Caracas ha accettato l’aiuto di un alleato come la Russia. Il primo lotto di aiuti umanitari dalla Russia è arrivato in Venezuela: 7,5 tonnellate di medicinali e attrezzature mediche sono state scaricate lo scorso 22 febbraio, secondo l’agenzia russa Sputnik.

L’ambasciatore russo nel paese latinoamericano, Vladimir Zaemskij, ha sottolineato che la consegna è stata effettuata in un ambiente “rigorosamente depoliticizzato”, in una “maniera civile” e attraverso organizzazioni internazionali.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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