Macron: “Senza un chiaro obiettivo, la Francia bloccherà il rinvio della Brexit “

Pubblicato il 27 febbraio 2019 alle 18:11 in Francia UK

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La Francia bloccherà il rinvio della Brexit, a meno che non verrà fornito un nuovo obiettivo basato su “una nuova scelta” da parte dei cittadini britannici. È quanto ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione di una conferenza congiunta con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, a Parigi, mercoledì 27 febbraio.

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Independent, tale dichiarazione costituisce un forte segnale da parte di un leader europeo che, nel caso in cui venisse esteso il periodo dei negoziati previsto dall’Articolo 50, ci sarebbero conseguenze. “Supporteremo una richiesta di estensione soltanto se verrà giustificata con una nuova richiesta dei cittadini”, ha ribadito Macron ai giornalisti, aggiungendo che, come ha riferito il capo negoziatore della Brexit, Michel Barnier, “non è necessario più tempo, ma occorrono decisioni”.

La Francia ha il diritto di veto su un’estensione dell’articolo 50, in quanto tutti i Paesi dell’UE devono accettare all’unanimità un prolungamento dei tempi. Allo stesso modo, il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha riferito, ritardando la Brexit senza un piano realistico, la premier inglese Theresa May avrebbe semplicemente prolungato l’incertezza. “Sebbene la Spagna non si opponga alla concessione di un’eventuale estensione, è necessaria prospettiva di risoluzione”, ha affermato Sanchez. La Merkel, invece, ha assunto un tono più morbido, riferendo ai giornalisti che, se il Regno Unito avrà bisogno di un po’ più di tempo, la Germania non dirà di no, anche se vuole un’uscita ordinata del Regno Unito dall’UE.

L’avvertimento dei leader dell’UE suggerisce che il blocco imporrebbe condizioni a qualsiasi estensione, che May ha offerto come opzione ai parlamentari il 26 febbraio, nel tentativo di evitare un’altra sconfitta dei Comuni. Secondo il piano della premier, ai parlamentari verrà chiesto di votare nuovamente sull’accordo il 12 marzo. Se dovesse essere rifiutato, sarà loro chiesto di votare il 13 marzo. Nel caso in cui entrambi dovessero essere respinti, il 14 marzo ci sarà un altro voto su un’estensione dell’articolo 50, che ritarderebbe la Brexit.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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