Iran: Rouhani rifiuta le dimissioni del ministro degli Esteri Zarif

Pubblicato il 27 febbraio 2019 alle 12:48 in Iran Medio Oriente

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Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha ufficialmente respinto le dimissioni del ministro degli Esteri, Javad Zarif, annunciate tramite social network, il 25 febbraio.

“Credo che accettare le vostre dimissioni sarebbe contro l’interesse del Paese, quindi le rifiuto”, ha scritto Rouhani in una lettera a Zarif, pubblicata il 27 febbraio dai media iraniani. Nel post su Instagram, con il quale Zarif aveva annunciato le dimissioni, il 25 febbraio, si leggeva: “la mia unica preoccupazione è quella di migliorare la politica estera e la credibilità del ministero degli Esteri iraniano”. Questa è l’unica motivazione fornita fino ad oggi a tale decisione. In seguito, il ministro dimissionario Zarif  aveva comunque partecipato con Rouhani e altri funzionari iraniani alla cerimonia di benvenuto per il Primo Ministro armeno, Nikol Pashinyan. Tuttavia, Zarif non era presente agli incontri tra il presidente siriano Bashar al-Assad e il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei e il presidente Rouhani, che hanno avuto luogo a Teheran il 25 febbraio. La stessa visita di Assad in Iran non era stata annunciata. Qassem Soleimani, un alto comandante della Guardia Rivoluzionaria, era invece presente a questi due incontri. Riguardo le dimissioni del ministro degli Esteri iraniano, Soleimani ha dichiarato che Zarif è il principale “responsabile della politica estera” dell’Iran, e che “è sempre stato sostenuto dagli alti funzionari”. 

Secondo il quotidiano Al-Jazeera English, la motivazione dietro le dimissioni del ministro potrebbe essere legata alla sua esclusione dagli incontri con Assad. Il 26 febbraio, Zarif aveva dichiarato all’Agenzia di Stato della Repubblica Islamica (IRNA) che sperava che le sue dimissioni “avrebbero contribuito a far tornare il ministero degli Affari Esteri al ruolo assegnatogli dalla costituzione nelle relazioni internazionali [dell’Iran]”. Inoltre, secondo il quotidiano, dietro le dimissioni di Zarif ci potrebbero essere ulteriori disaccordi interni sulle politiche internazionali iraniane. Numerosi funzionari e legislatori della Repubblica Islamica si sono stretti intorno al ministro e gli hanno chiesto di rimanere. Un totale di 135 legislatori, appartenenti a diverse fazioni politiche, hanno scritto una lettera, chiedendogli di ritirare le dimissioni. Inoltre, il 26 febbraio, la Borsa di Teheran ha registrato un calo di oltre 2.000 punti, mentre le voci sull’abbandono dell’incarico del ministro sono cominciate a circolare sulle agenzie di stampa e sui social media iraniani. Queste dimissioni hanno certamente dominato la politica iraniana negli ultimi giorni. 

Lo stesso giorno dell’annuncio di Zarif, in un discorso trasmesso dalla televisione nazionale, Rouhani dava la notizia che il presidente siriano stava volando da Damasco a Teheran per ringraziare “la nazione iraniana, il governo iraniano, il capo supremo della rivoluzione e anche il ministero degli Esteri”. Seguendo le osservazioni di Rouhani, Mahmoud Vaezi, il suo capo dello staff, ha spiegato su Twitter che le affermazioni di Rouhani erano “prove evidenti” della “completa soddisfazione” di Rouhani con la posizione e le prestazioni del ministro Zarif. Queste inaspettate dimissioni sono arrivate in un momento caratterizzato dalle polemiche riguardanti la politica estera iraniana. Il fallimento dell’accordo sul nucleare, a seguito del ritiro americano avvenuto l’8 maggio 2018, e la reintroduzione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti hanno fortemente afflitto il Paese e turbato la stabilità politica. Il combattimento tra partiti e fazioni in Iran è un “veleno mortale” per la politica estera, ha dichiarato Zarif in un’intervista, pubblicata dal quotidiano iraniano Jomhuri Eslami. Mike Pompeo, segretario di stato americano, in seguito ha risposto alla mossa di Zarif, affermando: “Vedremo se durerà”. Successivamente, in un post su Twitter, ha affermato: “La nostra politica è invariata: il regime deve comportarsi come un normale Paese e rispettare il suo popolo”. Anche il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu ha commentato l’accaduto e, in un post su Twitter, ha scritto: “Zarif è andato. Che liberazione.”

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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