USA: Pompeo commenta le dimissioni del ministro degli Esteri iraniano

Pubblicato il 26 febbraio 2019 alle 16:35 in Iran USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, lunedì 25 febbraio, in un post su Twitter, ha definito l’ex ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, come “uno degli uomini di facciata per una mafia religiosa corrotta”. A ciò Pompeo ha aggiunto gli Stati Uniti hanno preso nota delle dimissioni del ministro e che ne giudicheranno il relativo peso.

Come se non bastasse, il segretario di Stato americano ha precisato che l’amministrazione Trump è perfettamente consapevole di chi prende le decisioni all’interno del regime iraniano, cioè il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, e ha intimato che la Repubblica Islamica “deve comportarsi come un Paese normale e rispettare il suo popolo”.

Mohammad Javad Zarif, a 59 anni, ha annunciato le sue dimissioni da ministro degli Esteri su Instagram. Tuttavia, esse diverranno effettive solo in seguito all’accettazione del presidente Hassan Rouhani. Zarif ha ricoperto la carica di ministro degli Esteri dall’agosto del 2013 e in quasi 6 anni è stato sottoposto a continue pressioni e critiche avanzate da coloro che si oppongono alla sua politica di distensione nei confronti dell’Occidente.

La sua posizione all’interno della struttura politica iraniana ha subito un duro colpo in seguito al ritiro degli Stati Uniti dal Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), avvenuto l’8 maggio 2018. Zarif era altresì uno dei principali artefici dell’intesa. Dopo l’uscita americana dall’accordo, il quale prevedeva l’interruzione del programma di arricchimento dell’uranio di Teheran e il blocco dello sviluppo di armi nucleari in cambio della sospensione delle sanzioni internazionali, la politica dell’ex-ministro è stata duramente criticata.

Alla luce di ciò, gli USA hanno reimposto le limitazioni contro Teheran. Il 5 novembre, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato il pacchetto di sanzioni più grande di sempre contro l’Iran, che ha colpito oltre 700 individui, entità, aerei e navi di Teheran. L’obiettivo delle misure restrittive, ha spiegato il comunicato del Tesoro, è quello di impedire che il Paese mediorientale continui a finanziare le proprie attività maligne, e esercitare una forte pressione finanziaria sul regime iraniano, affinché questo negozi un nuovo accordo che neghi qualsiasi sviluppo o acquisto nucleare o missilistico.

Successivamente, il 20 novembre, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro 6 individui e 3 società appartenenti a una rete russo-iraniana che fornisce milioni di barili di petrolio alla Siria come parte di un tentativo di rafforzare il regime di Damasco. In cambio, il presidente siriano, Bashar al-Assad, finanzia le forze Quds del Corpo iraniano delle guardie della rivoluzione islamica che drenano poi a loro volta le risorse verso Hamas ed Hezbollah.

Zarif, classe 1960, ha vissuto negli Stati Uniti all’età di 17 anni, tra San Francisco e Denver. Successivamente, ha lavorato come diplomatico dell’Onu a New York, dove ha ricoperto il ruolo di ambasciatore iraniano dal 2002 al 2007. La sua nomina di ministro degli Esteri è avvenuta in seguito alla vittoria di Hassan Rouhani alle elezioni presidenziali dell’estate 2013.

Il JCPOA era stato firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania e dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, quali Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina.

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Alice Bellante

di Redazione

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