Cuba vota per la nuova Costituzione

Pubblicato il 26 febbraio 2019 alle 6:30 in America Latina Cuba

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Si è tenuto domenica 24 febbraio a Cuba il referendum costituzionale per l’approvazione della nuova Carta Magna del paese caraibico, che introduce la proprietà privata e apre agli investimenti stranieri e alla libera professione, ma che non prevede di cambiare il sistema politico dell’isola, governato dall’unica formazione legale nel Paese: il Partito Comunista di Cuba. 

Un voto che il partito considera come un mezzo per legittimare il governo, un anno dopo l’avvento al potere di Miguel Díaz-Canel, il primo presidente nato dopo la rivoluzione del 1959 e che quindi non ha preso parte alle gesta dei ribelli contro la dittatura di Fulgencio Batista. La nuova costituzione limita a due i mandati del presidente e scinde la figura del Capo dello Stato da quella del Capo del governo, com’era prima della costituzione del 1976, stilata su ispirazione di quella sovietica e che riuniva le due figure nella persona di Fidel Castro. 

“Sono convinto che la maggior parte dei cubani voterà sì per Cuba, per il paese, per la rivoluzione e per il futuro” – ha dichiarato il presidente Díaz-Canel dopo aver depositato la sua scheda nell’urna in un collegio elettorale a L’Avana. “I cubani votano oggi per la nostra Costituzione, ma stiamo votando anche per l’America Latina e i Caraibi, e pure per il Venezuela” – ha affermato Díaz-Canel.

Più di otto milioni di cubani (degli 11,2 milioni di cittadini che vivono sull’isola) sono stati chiamati a decidere se sostituire la Costituzione del 1976 con quella nuova, frutto del lavoro di una commissione presieduta dall’ex presidente Raúl Castro e poi adeguata dopo una serie di “dibattiti pubblici” tenutisi in tutta l’isola fino allo scorso novembre. Secondo i dati ufficiali l’affluenza ha superato l’80% un’ora prima della chiusura dei seggi. In caso della prevista affermazione del Sí, toccherà poi all’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, il parlamento dell’isola, ratificare definitivamente il testo. La stampa ufficiale parla di “giornata storica” per Cuba.

La riforma costituzionale è il risultato delle riforme di apertura economica implementate dall’ex presidente Raúl Castro durante il suo mandato (2008-18), volte ad avviare l’isola verso l’economia di mercato senza minare il sistema a partito unico.

Sebbene le campagne politiche non siano ufficialmente autorizzate a Cuba, il governo ha svolto un’intensa attività per promuovere il Sì, e l’apertura di Internet sull’isola, accompagnata da una certa liberalizzazione, seppur limitata, ha consentito ai critici di essere presenti sui social network e di manifestare una, limitatissima, campagna per il No o per l’astensione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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