Nicaragua: Ortega apre al dialogo con gli imprenditori

Pubblicato il 25 febbraio 2019 alle 6:10 in America Latina America centrale e Caraibi

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

A seguito delle richieste avanzate dalle più ricche famiglie del Nicaragua lo scorso fine settimana, il presidente del paese centroamericano, Daniel Ortega, ha reso noto di essere pronto a sedersi al tavolo dei negoziati per discutere con l’opposizione per trovare una soluzione alla crisi che il Nicaragua soffre ormai da 10 mesi. Le dimostrazioni, iniziate il 18 aprile 2018 contro la riforma delle pensioni e trasformatesi rapidamente in manifestazioni che chiedono la fine del governo di Ortega, al potere dal 2006, hanno provocato, secondo diverse stime, tra 325 e 500 morti.

Daniel Ortega ha sottolineato che ora sussistono le condizioni per un negoziato, mentre l’Alleanza civica di opposizione ha annunciato la formazione di una squadra di negoziatori per il cosiddetto “dialogo internicararaguense”. Tra le figure chiave del nuovo tentativo negoziale, dopo il fallimento lo scorso maggio di quello avviato dalla Conferenza Episcopale, vi sono Jose Adan Aguerri, presidente del Consiglio superiore delle Imprese Private (COSEP), e Mario Arana, appena nominato capo della Camera di Commercio Americana del Nicaragua (Amcham), entrambi rappresentanti di due delle principali associazioni degli imprenditori. Il governo di Managua non ha ancora reso noto chi negozierà per conto dell’Esecutivo.

Fonti vicine ai negoziatori – che hanno chiesto l’anonimato per non ostacolare il processo – hanno assicurato al quotidiano spagnolo El País che la decisione è stata presa nel pomeriggio di sabato 16 febbraio dopo che Ortega ha ricevuto tre degli uomini più ricchi del Nicaragua, che gli hanno chiesto un negoziato “veloce, efficace e credibile“: gli uomini d’affari Carlos Pellas, Ramiro Ortiz e Roberto Zamora, con forti interessi nel settore agricolo, finanziario e commerciale del paese e con fortune che, nei casi di Pellas e Ortiz, superano il miliardo di dollari.

Le stesse fonti affermano che nelle ultime ore la pressione degli uomini d’affari è stata accompagnata da un forte lavoro di negoziato diplomatico da parte del Nunzio vaticano a Managua, Stanislaw Waldemar Sommertag, e dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Nicaragua.

Lunedì 18 febbraio, in un discorso tenuto a Miami, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato che “il tramonto del socialismo sta arrivando” in America Latina. Trump ha inoltre sottolineato che il continente “sarà libero per la prima volta” quando cadranno le “tirannie” del Venezuela, del Nicaragua e di Cuba.

Secondo le fonti consultate dall’edizione iberoamericana del quotidiano madrileno, osservatori internazionali, dell’Organizzazione degli Stati Americani o dell’Unione Europea, saranno invitati a partecipare al negoziato e alla sua implementazione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.