Mosca: non abbiamo finanziato la Lega

Pubblicato il 25 febbraio 2019 alle 8:52 in Italia Russia

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L’inchiesta del settimanale italiano L’Espresso sui finanziamenti russi di cui avrebbe beneficiato la Lega si basa su speculazioni infondate. A dichiararlo l’addetto stampa del vicepremier russo Dmitrij Kozak, Il’ija Džus.

“La cosiddetta inchiesta del settimanale italiano L’Espresso si basa su teoremi senza fondamento che non rendono onore al prestigio della rivista – ha affermato il portavoce del vicepremier della Federazione – Kozak non ha mai conosciuto personalmente il signor Salvini, non ha preso parte ad alcun incontro con lui, né ufficiale né “segreto”, non ha mai bevuto un caffè insieme a lui. La Russia e l’Italia hanno un’ampia agenda di cooperazione economica bilaterale, anche nel settore energetico e industriale: Kozak, in qualità di vicepremier, si concentra solo su questo programma” – ha affermato Džus.

Il vicepremier russo Dmitrij Kozak, insomma, non ha relazioni personali con il vicepremier e ministro dell’Interno Salvini e in funzione dell’incarico ricoperto le sue relazioni con Roma si limitano alla cooperazione bilaterale tra a Federazione russa e l’Italia in campo energetico e industriale.

Nell’ottobre 2018, in occasione di una visita a Mosca, il ministro dell’Interno Matteo Salvini avrebbe cercato di ottenere diversi milioni di euro da entità legali associate al Cremlino, secondo quanto riferisce l’inchiesta dell’Espresso, che ha avuto un’importante eco sulla stampa russa. Il denaro, secondo la pubblicazione, era presumibilmente destinato a finanziare la Lega alla vigilia delle elezioni per il Parlamento europeo, previste per il 26 maggio 2019.

Salvini, in occasione della sua visita in Russia avrebbe avuto “colloqui segreti” per ricevere sostegno finanziario della Lega. La pubblicazione afferma che Salvini in incognito si è incontrato con il vicepremier Kozak.

Secondo il quotidiano italiano La Stampa l’assistenza finanziaria della Russia è stata organizzata sotto forma di un accordo con l’azienda statale degli idrocarburi Rosneft tramite vendita di carburante. La Lega Nord avrebbe ricevuto fondi da questa operazione per circa 3 milioni di euro per finanziare la campagna per le elezioni al Parlamento europeo.L’organizzatore dello schema, secondo gli autori dell’articolo, è stato l’Assistente del Ministro dell’Interno italiano Gianluca Savoini.

La Rosneft ha scritto al quotidiano La Stampa per confutare l’articolo. Il servizio stampa della Rosneft aveva affermato in una nota  che l’articolo “Tre milioni per la Lega del Nord per le elezioni europee con rifornimenti di carburante russi “, pubblicato su La Stampa il 22 febbraio, non è vero e danneggia la reputazione aziendale della società e in caso di rifiuto di confutare la notizia la Rosneft era pronta ad adire le vie legali contro La Stampa.

Il portavoce della Presidenza della Federazione russa Dmitrij Peskov, interrogato dai giornalisti durante un briefing,  ha deciso di non commentare le notizie secondo cui il partito guidato da Salvini sarebbe stato finanziato dalla Russia.

 

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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