Giappone: trasferimento base statunitense a Okinawa, referendum contrario

Pubblicato il 25 febbraio 2019 alle 19:55 in Asia Giappone

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Il governo giapponese ha dichiarato che sta portando avanti i piani di costruzione per il trasferimento della base militare statunitense nell’isola di Okinawa, sebbene l’esito negativo del referendum popolare sulla questione.

Più del 70 percento degli elettori si è opposto al trasferimento della base aerea Futenma dei marines americani sull’isola meridionale giapponese nel referendum consultativo, dunque non vincolante, tenutosi domenica 21 febbraio e dove si è verificata un’affluenza del 53%.

L’isola ospita la maggior parte delle forze militari statunitensi in Giappone, la cui alleanza con Washington è fondamentale per la sua sicurezza. Tuttavia, molti residenti del posto associano le basi a crimine, inquinamento e incidenti. Il programma elettorale del governatore di Okinawa, Denny Tamaki, in carica da settembre 2018, comprendeva lo smantellamento del sito. Il governatore, secondo la legislazione giapponese, è tenuto a rispettare l’esito e a notificare al premier e al presidente degli Stati Uniti se viene raggiunto il quorum del 25% tra gli elettori idonei.

Il governo centrale di Tokyo e le autorità di Okinawa sono da tempo in disaccordo sul programma di spostare la base aerea. Un accordo tra Stati Uniti e Giappone richiede di spostare la base, che in questo momento è circondata da scuole, ospedali e negozi, in un’area meno popolata, chiamata Henoko, nella parte settentrionale di Okinawa. Tuttavia molti abitanti dell’isola, indignati per quello che vedono come un peso ingiusto, vogliono che il sito militare venga rimosso del tutto dal loro territorio. Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ai microfoni della stampa lunedì 25 febbraio, ha affermato che il governo sta prendendo seriamente i risultati del quesito referendario e lavorerà per ottenere la comprensione dei residenti di Okinawa, ma che i piani per spostare la base non potranno essere rinviati. Il leader, sottolineando che Futenma sia definita come la base più pericolosa al mondo, ha tuttavia aggiunto che l’accordo è stato raggiunto ormai vent’anni fa, e dunque non si può tornare indietro.

Tamaki, da parte sua, ha invitato il governo ad accettare la “ferma decisione” del popolo di Okinawa, dichiarando che il trasferimento di base è inaccettabile. Secondo l’ex professore dell’Università di Chuo, Steven Reed, il risultato del referendum non avrebbe potuto in alcun modo far deragliare la posizione del governo centrale. Secondo Reed, non si tratta solo di questione di politica interna, ma di politica estera, ed ormai “l’accordo è stato fatto”.

 Il risultato del referendum ed il comportamento del governo di Tokyo, secondo Reed, potrebbe dare un po’ di spinta al partito democratico costituzionale dell’opposizione (CDPJ), il più grande tra i gruppi di opposizione del Giappone, in vista delle elezioni nazionali che si terranno quest’anno. Il CDPJ, come il governatore Tamaki, si oppone al piano di ricollocazione Futenma. Il professore ha riferito a Reuters che la base Futemna potrebbe fare una sostanziale differenza sia alle elezioni regionali, a Okinawa, sia per quelle generali. Il supporto per il CDPJ, in un sondaggio dell’emittente pubblica NHK fi febbraio, era di poco inferiore al 6%, rispetto al 37% ottenuto dal partito liberaldemocratico di Abe.

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di Redazione

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