Crisi in Venezuela: l’Ungheria accoglie rifugiati

Pubblicato il 24 febbraio 2019 alle 6:10 in Ungheria Venezuela

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L’Ungheria ha accolto circa 300 rifugiati venezuelani di origini ungheresi, nonostante la rigida politica migratoria del paese. È quanto ha reso noto alla stampa il ministro dell’interno di Budapest Gergely Gulyás, che ha sottolineato come i venezuelani di origine ungherese in fuga dalla crisi che attraversa il paese latinoamericano “non sono da considerarsi immigrati”.

Le autorità ungheresi, insieme al servizio di beneficenza dell’Ordine di Malta, hanno lanciato un programma di accoglienza sin dallo scorso anno, per cui i rifugiati con origini ungheresi in fuga dal Venezuela potevano recarsi in Ungheria e ricevere aiuto dallo stato.

Il programma di aiuto offre ai profughi un biglietto gratuito per Budapest, alloggio per un anno, corsi di lingua inglese e ungherese e un permesso di lavoro. Per partecipare a questo programma, i venezuelani devono dimostrare nella Casa Hungara, il centro socio-culturale degli emigrati ungheresi di Caracas, che hanno antenati ungheresi con un documento di qualunque tipo. Il Venezuela è uno dei paesi che ha accolto più migranti dall’Ungheria al termine della seconda guerra mondiale e, in misura minore, dopo la fallita rivolta antisovietica del 1956.

Secondo quanto riferiscono la stampa locale e quella latinoamericana, gli organizzatori del programma hanno chiesto loro di non rivelare come sono entrati nel paese. Probabilmente perché il governo del nazionalista Viktor Orbán è categoricamente contrario all’arrivo di immigrati e rifugiati, soprattutto se musulmani, poiché ritiene che non possano essere integrati nella società ungherese. Tuttavia, il ministro Gulyás ha ricordato che il programma non è stato affatto condotto in segreto, poiché era stato annunciato già nell’aprile 2018 ed ha aggiunto che ci sono altre 30 famiglie che vogliono lasciare il Venezuela per stabilirsi in Ungheria e i cui casi sono allo studio delle autorità di Budapest. 

La politica anti-immigrazione in vigore in Ungheria, in base alla quale è stata approvata una legge che impone una tassa speciale sulle attività volte ad aiutare i rifugiati e i migranti, non prevede eccezioni per i rifugiati di origine ungherese. Tuttavia, in questo caso specifico, è lo stesso stato ungherese a pagare il trasferimento dei rifugiati nel paese e a garantire tutti gli aiuti economici e logistici. 

L’Ungheria si oppone alla quota obbligatoria per la distribuzione dei migranti in seno all’Unione europea. Inoltre, il governo di Budapest ha rifiutato di firmare il Patto globale delle Nazioni Unite sulla migrazione, in quanto, secondo le autorità ungheresi, può portare a flussi migratori incontrollati.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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