Siria: SDF favorevoli a mantenimento di 200 soldati americani

Pubblicato il 23 febbraio 2019 alle 6:57 in Siria USA e Canada

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L’amministrazione curda che governa gran parte della Siria del Nord ha accolto positivamente la decisione americana di mantenere 200 soldati nel Paese mediorientale in seguito al proprio ritiro, riferendo che tale mossa aiuterà a proteggere la regione e a incoraggiare altri Stati europei a mantenere le forze militari in territorio siriano.

“Valutiamo positivamente la decisione della Casa Bianca”, ha dichiarato Abdulkarim Omar, il co-presidente per le relazioni esterne della regione, governata dalle Syrian Democratic Forces (SDF), l’alleanza di combattenti curdi, arabi, turkmeni e ceceni che combatte contro l’ISIS al fianco della coalizione internazionale a guida americana.

La mattina di giovedì 22 febbraio, la Casa Bianca ha annunciato 2 peacekeeper rimarranno in Siria dopo il ritiro degli Stati Uniti. La decisione è stata resa nota dalla portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, ma non è stata accompagnata da alcuna informazione riguardante la posizione delle truppe, le loro responsabilità o quanto tempo sarebbero rimaste.

Il 19 dicembre, il presidente Donald Trump aveva annunciato il ritiro delle 2.000 truppe statunitensi presenti in Siria, decretando la fine della lotta contro lo Stato Islamico, nonostante la contrarierà di numerosi ufficiali americani. Il 20 dicembre, subito dopo l’annuncio di Trump, il segretario della Diesa, James Mattis, si è dimesso a causa della differenza di vedute su diverse questioni, prime tra tutte la Siria. Nella lettera di dimissioni Mattis ha scritto che “il presidente merita che al vertice del Pentagono ci sia qualcuno maggiormente allineato alle sue posizioni”.

Il 21 dicembre, anche l’inviato statunitense alla guida della coalizione internazionale per la lotta contro l’ISIS, Brett McGurk, ha rassegnato le dimissioni. Come Mattis, nella sua lettera di dimissioni McGurk ha dichiarato che i militanti dello Stato Islamico sono in fuga, ma non sono ancora stati sconfitti, al contrario di quanto sostenuto da Trump. Inoltre, secondo l’inviato, la prematura ritirata delle forze statunitensi dalla Siria creerà le condizioni adatte per una rinascita del gruppo terroristico.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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