Russia: Ministero Difesa definisce false accuse su violazione trattato INF

Pubblicato il 22 febbraio 2019 alle 10:00 in Russia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

“Le accuse contro la Federazione Russa secondo cui il missile 9M729 violi il Trattato INF sono basate su informazioni di intelligence fabbricate dalla CIA e dall’intelligence geospaziale statunitense” – ha dichiarato il portavoce del Ministro della Difesa russo Igor Konashenkov.

Lo scorso 23 gennaio, il ministero della Difesa russo ha presentato in un briefing per gli eserciti stranieri il missile 9M729 del complesso Iskander-M, che gli Stati Uniti considerano una violazione del trattato INF. Il ministero ha reso noto che membri militari e rappresentanti del corpo diplomatico militare della CSTO, dei BRICS, dell’Unione Europea e della NATO, così come rappresentanti di alcuni altri stati, sono stati tutti invitati al briefing. Secondo quanto dichiarato da Konashenkov, tuttavia, i rappresentanti militari di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania, nonché i rappresentanti dell’Unione Europea e della missione NATO in Russia, non hanno preso parte al briefing.

Negli ultimi anni, Mosca e Washington si sono regolarmente accusati l’un l’altro di violare il trattato INF.

Il trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) venne siglato l’8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbačëv durante la visita di quest’ultimo a Washington, a seguito del vertice di Reykjavík (11 ottobre 1986) tenutosi tra i due Capi di Stato di USA e URSS.

Il trattato fu il primo frutto del cambio al vertice dell’Unione Sovietica: esso pose fine alla vicenda degli euromissili, ovvero dei missili nucleari a raggio intermedio installati da USA e URSS sul territorio europeo: prima, gli SS-20 sovietici e, in seguito alla cosiddetta doppia decisione della NATO del 1979, i missili americani IRBM Pershing-2 e quelli cruise da crociera BGM-109 Tomahawk.

Il documento non ha vincoli di tempo. Ciascuna parte ha il diritto di uscirne, a patto che venga dimostrata oggettivamente la necessità di tale decisione.

Lo scorso 2 febbraio, il presidente americano Donald Trump ha annunciato l’inizio della procedura per uscire dal Trattato INF. Secondo quanto dichiarato da Trump, il processo di uscita si concluderà in 6 mesi, a meno che la Russia “non ritorni ad osservare il trattato, distruggendo tutti i suoi missili, le installazioni di lancio ed i relativi equipaggiamenti che violano il trattato”. Nello specifico, Washington farebbe riferimento al razzo russo 9M729, la cui portata violerebbe le disposizioni del trattato.

Da parte sua, Mosca ha ripetutamente definito le accuse di Washington infondate e ha dichiarato di rispettare rigorosamente tutte le condizioni del trattato.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.