Nigeria: peggiora la sicurezza nel Nord-Ovest del Paese

Pubblicato il 22 febbraio 2019 alle 10:19 in Africa Nigeria

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Almeno 59 banditi sono stati uccisi da un corpo di difesa civile dopo aver attaccato il villaggio di Danmarke, nello Stato nord-occidentale di Zamfara, in Nigeria, la notte di giovedì 21 febbraio. Al-Jazeera English riferisce che, secondo alcune testimonianze locali, la stima dei morti potrebbe aumentare nelle prossime ore. “Abbiamo ucciso 59 banditi perdendo 7 dei nostri uomini negli scontri, che sono durati almeno 4 ore”, ha riferito un residente di Danjiba, che è una cittadina commerciale localizzata a 35 km a Sud dalla capitale Gasau.

Il Nord-Ovest della Nigeria è teatro di continui scontri e attacchi da parte di bande criminali che assaltano i villaggi per rubare il bestiame e per effettuare rapimenti al fine di chiedere riscatti. Gli abitanti di tale area, ha spiegato la polizia, sono sempre più preoccupati per la situazione di scarsa sicurezza, dal momento che le forze dell’ordine locali non riescono a difendere adeguatamente i cittadini, i quali sono stati costretti ad organizzarsi da soli. Un residente in condizioni di anonimato ha spiegato che, ormai, “è tempo che le persone prendano le armi contro i criminali che attaccano le loro case invece di soccombere”.

La situazione in tale area del Paese è una delle principali sfide che il presidente Muhammadu Buhari, candidato alle prossime elezioni del 23 febbraio, ha dichiarato che vorrà affrontare, se verrà rieletto. I continui attacchi hanno provocato esodi di massa dei residenti, come è capitato nella città di Tsafe e nello Stato di Katsina, localizzato vicino a quello di Zamfara. Precedentemente, sempre nel mese di febbraio, alcuni banditi avevano ucciso 26 persone in 7 villaggi nel distretto di Mada.

Lo scorso luglio, Amnesty International ha denunciato che lo Stato di Zamfara era “in balia” dei gruppi armati, i quali hanno causato la morte di almeno 371 persone nei primi sei mesi del 2018. Alla luce di tale situazione, a dicembre, un capo tribale locale aveva esortato le autorità nigeriane a permettere ai vigilanti civili di compiere assalti armati contro i banditi per difendere i propri villaggi. A gennaio, invece, il ministro dell’Informazione, Lai Mohammed, ha riferito che tali gruppi si erano mobilizzati per compiere nuovi attacchi e “provocare il caos” prima, durante e dopo le elezioni, le quali avrebbero dovuto tenersi ilo 16 febbraio ma che, il giorno precedente, sono state rinviate al 23 febbraio per problemi logistici.  

Il Nord-Ovest della Nigeria, tuttavia, non è l’unica preoccupazione di Buhari e, in generale, delle future autorità nigeriane. Anche il Nord-Est del Paese costituisce una zona in cui la sicurezza è particolarmente a rischio, soprattutto nello Stato del Borno, per la presenza dell’organizzazione terroristica locale Boko Haram. Tale Stato, nello specifico, è sempre stato l’epicentro dell’attività dei jihadisti nigeriani che, dal 2009, hanno ucciso più di 30.000 persone e hanno forzato circa 2.6 milioni di cittadini ad abbandonare le loro case. I continui attacchi hanno comportato lo spostamento interno di quasi due milioni di persone negli Stati di Adamawa, Borno e Yobe, e lo sfollamento esterno di oltre 200.000 rifugiati nigeriani nei Paesi limitrofi.

La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere Niger, Ciad e Camerun, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). Nel maggio 2018, il rappresentante speciale dell’Africa occidentale all’ONU, Mohammed Ibn Chambas, aveva lodato l’iniziativa regionale volta a combattere il terrorismo, ma aveva chiarito che questa non bastava a indebolire il gruppo jihadista, che è ancora lontano dall’essere sconfitto.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano informa che, nel corso dell’anno passato, Boko Haram e l’ISWA hanno compiuto complessivamente 276 attacchi, che hanno causato 1.278 morti e 949 feriti, posizionandosi al quinto posto nella lista delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo dopo ISIS, Talebani, al-Shabaab e il Partito Comunista indiano. La Nigeria continua a collaborare con altri vicini colpiti dal terrorismo nella task force multinazionale congiunta, tra cui Benin, Camerun, Ciad e Niger per contrastare i terroristi.

L’ultimo attacco riportato dai media nello Stato del Borno risale al 15 febbraio, quando acuni sospettati militanti di Boko Haram hanno attaccato un convoglio del governatore locale, uccidendo almeno 3 persone. Due fonti di sicurezza, tuttavia, hanno riferito che i morti sarebbero stati 10. Il convoglio è stato attaccato mentre viaggiava sulla strada che collega Maiduguri a Gamboru Ngala, città al confine con il Camerun.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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