NATO: Cina ed estremismo violento minacce al pari della Russia

Pubblicato il 22 febbraio 2019 alle 12:32 in Cina NATO Russia

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Gli Europei pensano che la Russia sia il pericolo più grande, ma devono sapere che la Cina si sta infiltrando a spese loro e che la minaccia dell’estremismo violento e gli spazi incontrollati del Medio Oriente e dell’Africa costituiscono un elemento sempre più critico per la sicurezza regionale e internazionale.

È quanto ha riferito il comandante della Allied Joint Force Command NATO di Napoli, l’ammiraglio della Marina James G. Foggo III, il quale è anche capo delle forze navali dell’alleanza atlantica in Europa e in Africa. Tali dichiarazioni sono state rilasciate a margine della conferenza annuale sulla Sicurezza di Monaco, che si è tenuta il 16 febbraio, che costituisce un’occasione per i leader militari e di sicurezza del mondo di affrontare questioni di interesse comune.

“Lo stato della sicurezza oggi è complesso e dinamico”, ha spiegato Foggo, aggiungendo che, come è sottolineato nella National Defense Strategy degli USA, documento sulla strategia relativa alla sicurezza nazionale americana diffuso lo scorso 8 ottobre, Washington è in forte competizione con Mosca e Pechino. In particolare, ha continuato Foggo, la Russia sta utilizzando la propria forza per ambiare i confini internazionalmente riconosciuti di Stati sovranazionali, sfidando il diritto e le norme internazionali.

Tali dichiarazioni si riferiscono alle attività di Mosca, che nel 2008 ha invaso la Georgia e nel marzo 2014 ha annesso al proprio territorio nazionale la Crimea, la quale è localizzata nell’Est dell’Ucraina. Queste mosse, secondo Foggo, hanno minacciato, e continuano a minacciare, l’obiettivo di lunga data dell’Europa, secondo cui gli Stati dovrebbero rimanere “liberi e in pace”. L’ammiraglio ha altresì notato che, negli ultimi anni, Mosca ha fatto aumentare le tensioni con le Repubbliche baltiche, quali Estonia, Lettonia e Lituania, ha sostenuto il regime del presidente siriano, Bashar al-Assad, che gli USA, negli anni passati, avrebbero voluto rovesciare, e ha violato il trattato Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty (INF).

Inoltre, la Russia sta inviando i suoi sottomarini più tecnologici nel Nord Atlantico, nel Mediterraneo e nel Mar Nero. In particolare, ha riferito Foggo 6 classe Kilo si trovano nel Mar Nero e nel Mediterraneo orientale. Tali imbarcazioni sono più silenziose e più capaci rispetto ai modelli precedenti. “La forza sottomarina degli Stati Uniti è ancora la più silenziosa, la più letale e la più capace, ma i russi considerano i classe Kilo uno strumento in grado di sfidare l’Occidente, e stanno investendo in tale capacità”, ha affermato l’ammiraglio.

La US Navy ha riassettato la Seconda Flotta statunitense in parte in risposta alle azioni russe, stabilendo la base degli aerei da pattugliamento marittimo anti-sottomarino P-8 a Sigonella, in Italia. Il comando sta anche lavorando con l’Islanda per aggiornare l’infrastruttura della Naval Air Station di Keflavik, dove i Navy P-8 funzioneranno a rotazione. La NATO ha altresì lanciato l’iniziativa “Four ‘30s” per rinvigorire la cultura della preparazione e assicurare che l’alleanza possa impiegare 30 squadroni, 30 navi e 30 battaglioni entro 30 giorni o meno.

Nei mesi di ottobre e novembre passati, Foggo ha diretto l’esercitazione Trident Juncture 18 in Norvegia e nelle aree circostanti, a cui hanno preso parte tutti i membri della NATO, la Finlandia e la Svezia. Si è trattato della simulazione più grande mai effettuata dall’alleanza atlantica in seguito alla Guerra Fredda, con oltre 50.000 soldati, 250 aerei, 70 navi e 10.000 veicoli rotabili o cingolati.

L’esercitazione comprendeva anche una dimostrazione della nuova strategia di occupazione dinamica della Marina. L’USS Harry S. Truman Carrier Strike Group si è unito all’esercizio Trident Juncture, diventando la prima compagnia aerea che opera a Nord del Circolo polare artico dal 1987. La simulazione ha evidenziato la capacità dell’alleanza di rispondere alle provocazioni russe, ha spiegato l’ammiraglio, definendola un “deterrente in azione”.

In relazione alla Cina, Foggo ha spiegato che sta cercando di estendere la propria influenza anche sull’Europa, oltre che in Africa. In particolare, la strategia cinese “One Belt, One Road” costituisce la base delle mosse cinesi, ed è un piano a lungo termine durerà negli anni.  Nel dicembre 2017, Pechino ha stabilito una base militare in Gibuti, nel Corno d’Africa, molto vicino alla base americana di Camp Lemonnier. Da ancor prima della sua inaugurazione, leader e diplomatici cinesi visitano regolarmente le nazioni africane e stanno investendo nei porti di tutto il continente.

“La NATO continua ad essere l’alleanza di maggior successo nella storia e festeggiamo il nostro 70esimo anno ad aprile”, ha concluso l’ammiraglio, aggiungendo che l’alleanza è stata e continuerà ad essere “la pietra angolare della difesa europea e della sicurezza transatlantica”.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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