Maduro: il mondo combatterà al nostro fianco in caso di invasione USA

Pubblicato il 22 febbraio 2019 alle 13:49 in America Latina Venezuela

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Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha affermato di essere certo che “i popoli del mondo sosterranno il Venezuela in caso di invasione militare da parte degli Stati Uniti”, sottolineando che il Paese è ormai finito al centro di uno scontro geopolitico.

“Se il Venezuela verrà attaccato dall’impero degli Stati Uniti, i popoli del mondo si alzeranno e cominceranno a combatterlo insieme a noi” – ha dichiarato Maduro intervenendo di fronte ai laureati di Medicina dell’Università di Caracas. L’evento è stato trasmesso sulla pagina ufficiale di Twitter del capo di Stato.

Come sottolineato da Maduro, il Venezuela si è trovato al centro del confronto geopolitico Stati Uniti, che intraprendono “azioni aggressive, unilaterali e imperialiste”, e quelli che sostengono un “approccio democratico e multilaterale basato su concordia, armonia e dialogo tra i popoli del mondo”.

La settimana scorsa, in un intervento sulla crisi venezuelana all’università della Florida a Miami, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Washington “sta valutando tutte le opzioni” per porre fine alla crisi politica ed economica del Paese sudamericano.

Le tensioni in Venezuela si sono aggravate da ormai tre settimane, quando il presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Guaidó si è autoproclamato presidente ad interim del Paese, contestando la rielezione di Maduro. Guaidó è stato quasi immediatamente riconosciuto dagli Stati Uniti e da diversi altri paesi. Russia, Cina, Messico, Turchia, Uruguay e soprattutto Cuba, alleato storico del paese sudamericano, sono stati tra quelli che hanno invece espresso fin da subito il loro appoggio a Maduro come presidente costituzionale legittimamente eletto.

Alcuni Stati membri dell’UE hanno riconosciuto individualmente Guaidó dopo che le autorità venezuelane non sono riuscite a organizzare nuove elezioni presidenziali nel Paese entro un periodo di otto giorni. I paesi dell’Unione Europea avrebbero dovuto inoltre rilasciare una dichiarazione congiunta per il riconoscimento Guaidó, ma l’Italia ha posto il veto alla mozione.

Frattanto Juan Guaidó, su cui pesa un ordine restrittivo che gli impedisce di lasciare il Venezuela, è volato giovedì 21 febbraio fino alla frontiera colombiana, da dove domani dovrebbero entrare gli aiuti umanitari, un momento di altissima tensione nella sfida con Maduro per il controllo del paese.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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