Iran avvia esercitazione militare nello Stretto di Hormuz

Pubblicato il 22 febbraio 2019 alle 7:32 in Iran Medio Oriente

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La Marina iraniana ha lanciato un’esercitazione su larga scala nello Stretto di Hormuz e nel Mare dell’Oman effettuando quello che al-Jazeera English ha definito una dimostrazione di forza nel bel mezzo delle crescenti tensioni nella regione con gli Stati Uniti. Si tratta della simulazione Velayat 97.

L’ammiraglio Hossein Khanzadi, comandante della Marina iraniana, ha riferito che le manovre, iniziate il 21 febbraio, termineranno tra una settimana esatta. Per la prima volta, ha continuato l’ammiraglio, le simulazioni comprenderanno il lancio di missili da un sottomarino. Nei giorni passati, il presidente Hassan Rouhani ha inaugurato il sottomarino Fateh che, secondo l’esercito iraniano, è capace di lanciare missili da crociera ed è equipaggiato con torpedoni e un sistema di precisione. È altresì in grado di rimanere sott’acqua per oltre 5 settimane.

Khanzadi ha reso noto che, nel corso dell’esercitazione, verranno lanciati missili a diversa gittata da navi da guerra. “Per la prima volta verranno testate seriamente queste armi così da rendere la regione il più pericoloso possibile per il nemico”, ha aggiunto il comandante iraniano. Le attività navali inizieranno a 2 km dallo Stretto di Hormuz e di estenderanno per 10 gradi a nord dell’Oceano Indiano. L’obiettivo, inoltre, sarà quello di testare la gestione dell’equipaggiamento navale, insieme alla prontezza dell’Iran in mare aperto.

Gli Stati Uniti e gli alleati nella regione del Golfo Persico hanno ripetutamente denunciato le attività militari iraniane nella regione, considerandole una minaccia. Da parte sua, Teheran ha sempre dichiarato che tali mosse hanno solo uno scopo difensivo.

Lo scorso gennaio, l’Iran ha partecipato ad un’esercitazione con la Russia nel Mar Caspio, compiendo anche altre simulazioni terrestri e aeree attraverso l’impiego di jet, razzi di produzione nazionale e missili anti-radar e termali. Velayat 97 viene effettuata ogni anno, motivo per cui non costituisce una sorpresa per gli Stati Uniti secondo Ghanbar Naderi, un analista della difesa di Teheran, il quale ha spiegato che questa volta, tuttavia, le simulazioni assumono un significato diverso per via della situazione economica che sta affrontando l’Iran.

Lo scorso 8 maggio, il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato il ritiro statunitense dal patto sul nucleare, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), considerato “il peggior accordo mai concluso dagli Stati Uniti”. Successivamente, il 5 novembre, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato il pacchetto di sanzioni più grande di sempre contro l’Iran, che ha colpito oltre 700 individui, entità, aerei e navi di Teheran. L’obiettivo delle misure restrittive, ha spiegato il comunicato del Tesoro, è quello di impedire che Teheran continui a finanziare le proprie attività maligne, e esercitare una forte pressione finanziaria sul regime iraniano, affinché questo negozi un nuovo accordo che neghi qualsiasi sviluppo o acquisto nucleare o missilistico.

Il 20 novembre, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro 6 individui e 3 società appartenenti a una rete russo-iraniana che fornisce milioni di barili di petrolio alla Siria come parte di un tentativo di rafforzare il regime di Damasco. In cambio, il presidente siriano, Bashar al-Assad, finanzia le forze Quds del Corpo iraniano delle guardie della rivoluzione islamica che drenano poi a loro volta le risorse verso Hamas ed Hezbollah.

In riferimento al JCPOA, Rouhani ha spiegato che rappresenta il simbolo dell’impegno dell’Iran a rispettare gli accordi internazionali. Il presidente iraniano, il 30 gennaio, ha altresì dichiarato che Teheran sta affrontando la situazione economica più difficile degli ultimi 40 anni, per colpa degli Stati Uniti.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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