Haiti promette risanamento delle finanze pubbliche per superare la crisi

Pubblicato il 22 febbraio 2019 alle 6:20 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il governo di Haiti ha promesso che creerà 200.000 nuovi posti di lavoro e nuove leggi per risanare le finanze pubbliche e far risparmiare allo Stato 13 miliardi di gourdes (circa 157 milioni di dollari), in risposta alle proteste anti-governative iniziate lo scorso 7 febbraio.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Ronald Décembre, ha annunciato in una conferenza stampa le nuove misure derivanti dai tre consigli di governo tenuti dall’inizio di questa crisi per identificare le cause e proporre soluzioni.

Anche il ministero della Cultura e delle Comunicazioni ha specificato sul suo account Twitter che le nuove misure fiscali saranno sviluppate insieme ai comuni per garantirne l’efficacia.
L’annuncio arriva dopo il rifiuto dell’organizzazione umanitaria Religioni per la Pace dell’invito del Presidente Jovenel Moïse di fare da mediatore nel dialogo per cercare soluzioni durature alla pressante crisi politica ed economica che il paese più povero delle Americhe si trova ad affrontare.

“Il clima attuale non consente a Religioni per la Pace di svolgere il ruolo di mediatore nella crisi ad Haiti”, ha riferito al quotidiano Le Nouvelliste il portavoce dell’organizzazione umanitaria, composta da rappresentanti della Chiesa cattolica, episcopale e protestante e anche della comunità voodoo.

Nel frattempo, l’opposizione ha intenzione di riprendere nella giornata di mercoledì le proteste attraverso la costruzione di barricate in punti strategici di Port-au-Prince.

Gli analisti osservano con scetticismo le reali possibilità di raggiungere un consenso che possa risollevare il Paese dalla crisi.

“C’è una crisi di soluzioni, d’intelligenza. Negli ultimi due anni il governo ha brancolato nel buio senza riuscire a raggiungere un accordo con il Fondo Monetario Internazionale e quando finalmente lo fa, come a febbraio del 2018, facciamo del nostro meglio per rovinarne l’attuazione”, scrive Frantz Duval, caporedattore di Le Nouvelliste.

La capitale ha ripreso una parvenza di calma martedì dopo 12 giorni di manifestazioni e rivolte in cui sono morte almeno nove persone.
Per cercare di placare gli animi, durante il fine settimana il primo ministro Jean Henry Céant ha proposto di tagliare il budget dell’Esecutivo del 30% e di eliminare privilegi non necessari per i funzionari del governo. Inoltre, ha ordinato la revisione di tutte le aziende legate allo Stato, ha aumentato i controllo per frenare il contrabbando di merci, e ha proposto un possibile aumento del salario minimo.

A seguito delle proteste sono inoltre iniziate le indagini per indagare sull’appropriazione indebita di oltre 2 miliardi di dollari di fondi di Petrocaribe, un programma del Venezuela per la vendita di petrolio a condizioni agevolate per i paesi dei Caraibi.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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