Arabia Saudita – Cina: accordi da 10 miliardi di dollari

Pubblicato il 22 febbraio 2019 alle 16:05 in Arabia Saudita Cina

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Il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, ha firmato un accordo da 10 miliardi di dollari per un complesso di raffinazione e petrolchimico con il presidente cinese Xi Jinping.

Il nuovo investimento, già riportato dai media internazionali, è stato formalizzato durante l’incontro tra i due leader, avvenuto venerdì 22 febbraio. La Saudi Aramco, compagnia nazionale saudita di idrocarburi, ha accettato di costituire una joint venture con il conglomerato di difesa cinese Norinco al fine di sviluppare un complesso di raffinazione e petrolchimico nella città cinese nordorientale di Panjin, affermando che il progetto vale più di 10 miliardi di dollari. Secondo i dati riportati dall’Aramco, i partner formerebbero una società chiamata Huajin Aramco Petrochemical Co. come parte di un progetto che includerebbe una raffineria da 300.000 barili al giorno (bpd) con un cracker di etilene da 1,5 milioni di tonnellate all’anno. La compagnia saudita fornirà fino al 70% della materia prima grezza per il complesso, che dovrebbe iniziare le operazioni nel 2024.

Il principe Salman, durante la conferenza stampa, ha posto l’accento sul longevo rapporto amichevole che i due Paesi mantengono. Non è la prima volta che i due si incontrano. L’ultima occasione si è presentata nel marzo 2017, durante un tour del principe della regione. Già all’epoca, entrambe le parti hanno concordato di “intensificare la cooperazione in tutte le aree”. Secondo quanto riporta la CNN, da allora, c’è stato un netto cambiamento nella posizione internazionale dell’Arabia Saudita. Inoltre, oggi, l’Arabia Saudita non gode di ottimi rapporti diplomatici con l’Occidente. Il principe ereditario ha faticato a riabilitare la propria reputazione internazionale a seguito del violento omicidio del giornalista del Washington Post e critico saudita, Jamal Khashoggi, avvenuto all’interno del consolato del Regno, a Istanbul. Nonostante Bin Salman abbia negato qualsiasi connessione con l’omicidio, l’evento ha incrinato i rapporti con l’Occidente, costringendo l’Arabia Saudita a rivolgersi altrove.

In più, il principe Salman ha voluto sottolineare che l’iniziativa cinese “One Belt, One Road” e dunque l’orientamento strategico di Pechino è compatibile con il progetto saudita Vision 2030, l’ampio piano economico architettato per differenziare l’economia del Regno Saudita e per renderla meno dipendente dalle entrate petrolifere. Secondo le parole del rappresentante saudita, lo scambio tra i due Paesi l’anno scorso è aumentato del 32%.

Le parole del presidente Xi, durante la conferenza stampa, sono state rivolte a una possibile cooperazione per contrastare il terrorismo e la radicalizzazione. Tale collaborazione, secondo il leader cinese, servirebbe a “prevenire l’infiltrazione e la diffusione del pensiero estremista”.

La Cina è dovuta intervenire con attenzione nelle relazioni con Riyad, poiché Pechino ha anche stretti legami con il nemico regionale dell’Arabia Saudita, l’Iran, sebbene il consigliere di Stato, Wang Yi, ha dichiarato che la Cina vede “un enorme potenziale” nell’economia del Paese medio orientale e vuole una cooperazione sul piano tecnologico avanzato. Il Global Times, nel suo editoriale, ha affermato che la nuova alleanza economica non è un espediente cinese per diventare un attore politico in Medio Oriente, ma solo un polo economico. Per questo, secondo la testata giornalistica, tale partnership sarà accolta con favore dagli Stati della regione.

Gli investimenti potrebbero aiutare l’Arabia Saudita a riconquistare il posto di primo esportatore di petrolio in Cina, posizione che la Russia ha detenuto negli ultimi tre anni. anni. La Saudi Aramco è destinata a incrementare la quota di mercato firmando accordi di fornitura con raffinerie cinesi non statali. In più, la compagnia di Riyad ha anche firmato un accordo per l’acquisto di una partecipazione del 9 percento in Zhejiang Petrochemical, secondo quando riportato dall’agenzia stampa dello stato arabo SPA. Ciò ha formalizzato un piano precedentemente annunciato per ottenere una partecipazione in un complesso di raffinerie e petrolchimici di 400.000 bpd a Zhoushan, a sud di Shanghai.

La Cina segna l’ultima tappa del tour regionale compito da Bin Salman, che in precedenza ha visitato l’India e il Pakistan, dove sono stati siglati importanti accordi commerciali, specialmente nel settore energetico e delle infrastrutture.

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di Redazione

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