Trump estende di un anno l’emergenza nazionale sulla Libia

Pubblicato il 21 febbraio 2019 alle 7:26 in Libia USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, ha prolungato di un anno l’emergenza nazionale sulla Libia, dichiarata per la prima volta nel 2011.

A suo avviso, “la situazione in Libia continua a porre una inusuale e straordinaria minaccia alla sicurezza nazionale e alla politica degli Stati Uniti”, motivo per cui sono necessarie misure per evitare il dirottamento di asset o altri abusi da parte dei membri della famiglia dell’ex dittatore, Muammar Gheddafi, e di altri individui che ostacolano la riconciliazione nazionale del Paese nordafricano.

L’emergenza nazionale sulla Libia venne dichiarata il 25 febbraio 2011, attraverso l’ordine esecutivo 13566 per affrontare la straordinaria minaccia alla sicurezza nazionale e alla politica estera americana esercitata da Gheddafi e da altri individui del suo governo. Tali forze, specifica il comunicato ufficiale della Casa Bianca, ricorsero all’uso estremo della orza contro i cittadini libici, attraverso armi da guerra e mercenari. Inoltre, all’epoca ci fu anche il sospetto che il dittatore si impadronisse impropriamente degli asset statali.

Le circostanze esterne, insieme agli attacchi continui contro i civili e al crescente numero di cittadini libici che cercavano rifugio nei Paesi circostanti provocò, nel giro di poco tempo, il deterioramento della situazione in Libia e della sua stabilità. Nel marzo 2011, al momento dell’intervento NATO in Libia, gli USA, insieme a Francia e Inghilterra furono i principali fautori dell’azione militare.

Da quando il dittatore libico, Muammar Gheddafi, è stato rovesciato ed eliminato attraverso nell’ottobre dello stesso anno, la Libia non ha mai compiuto una transizione democratica. Ancora oggi, il potere politico è diviso in due governi. Il primo, con sede a Tripoli e guidato da Serraj, sostenuto dalle Nazioni Unite e dall’Italia. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti. L’assenza di una guida unitaria del Paese, in grado di controllare efficacemente tutto il territorio nazionale ed i suoi confini, ha fatto sì che i trafficanti di esseri umani, i gruppi armati ed i terroristi portassero avanti indisturbati le proprie attività a danno dei cittadini e dei migranti, che sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati.

Gli Stati Uniti si sono completamente disimpegnati in Libia, come ha dichiarato il presidente Trump nell’aprile 2017 all’allora premier italiano, Paolo Gentiloni, in visita a Washington. Nell’occasione, il leader della Casa Bianca affermò di non vedere alcun ruolo americano nel Paese nordafricano, giacché gli USA erano già abbastanza impegnati altrove.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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