India: Pakistan ancora nella lista dei Paesi sponsor del terrorismo

Pubblicato il 21 febbraio 2019 alle 19:55 in India Pakistan

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L’India sta facendo pressioni affinché il Pakistan sia mantenuto nella lista di controllo del finanziamento  al terrorismo, a seguito dell’attentato avvenuto il 14 febbraio nella contesa regione del Kashmir, dove 44 paramilitari indiani hanno perso la vita. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo armato pakistano islamico Jaish-e-Mohammad. La notizia è stata riportata dai media locali a seguito di una dichiarazione di tre funzionari del governo.

Il Financial Action Task Force (FATF) è un organismo globale, creato per contrastare il finanziamento al terrorismo e il riciclaggio di denaro sporco, che  si è riunito a Parigi questa settimana. Il Pakistan, in tale occasione, spera di essere cancellato dalla “lista grigia” dei Paesi con controlli inadeguati su tali attività. Al FAFT, tuttavia, sembra che siano state recapitate nuove informazioni rispetto all’attentato di giovedì scorso. In tale occasione, un’automobile equipaggiata con esplosivi si è scontrata con un pullman che trasportava personale della polizia della riserva centrale indiana (CRPF) nella città di Awantipora, situata nella parte meridionale della regione himalayana. Modi, sotto pressione per le elezioni nazionali imminenti, ha dichiarato che l’India darà una risposta adeguata al torto subito, per sottolineare che il Pakistan non può destabilizzare il Paese vicino. 

Il Pakistan è sulla lista grigia da giugno 2018, rendendo più difficile l’accesso ai mercati internazionali in un momento in cui la sua economia arranca. Secondo gli esperti del settore, anche se non ci sono implicazioni legali dirette dall’essere sulla lista, ciò porta un ulteriore controllo da parte delle autorità di regolamentazione e delle istituzioni finanziarie che possono raffreddare il commercio e gli investimenti e aumentare i costi di transazione. Il ministero delle Finanze pakistano non ha risposto alla richiesta di commento.

Per anni l’India ha accusato il Pakistan di appoggiare i militanti separatisti nel Kashmir. Il Pakistan nega le accuse a suo capo, asserendo che l’aiuto fornito è solo un sostegno politico alla popolazione musulmana repressa della regione himalayana. Islamabad  ha a lungo dichiarato che l’unico aiuto che ha fornito è stato quello morale e diplomatico al popolo del Kashmir nella sua lotta per l’autodeterminazione, sebbene ciò non abbia mai dissipato la convinzione dell’India di sostegno ai militanti. Il nuovo primo ministro, Imran Khan, ha asserito che il Paese a maggioranza islamica è ormai cambiato ed è “desideroso di stabilità”.

Entrambi gli Stati, dopo l’attentato del 14 febbraio, hanno richiamato gli ambasciatori. In più, Nuova Delhi ha annullato i privilegi concessi ad Islamabad di “nazione più favorita” (most favourite nation) ed ha imposto un dazio del 200% sulle merci provenienti dal Pakistan, soffocando ulteriormente il commercio bilaterale di appena 2 miliardi di dollari.

Alexandra Wijmenga-Daniel, consulente per la gestione delle comunicazioni del FATF, ha dichiarato, giovedì 21 febbraio, che l’organizzazione avrebbe rilasciato i risultati della sua revisione dopo la riunione dell’organo decisionale. Oltre 800 funzionari di organismi multilaterali globali, inclusi il Fondo monetario internazionale e la Banca Mondiale, si trovano a Parigi per la riunione del GATF di sei giorni.

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di Redazione

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