Etiopia firma contratti con aziende cinesi per lavori alla grande diga

Pubblicato il 20 febbraio 2019 alle 11:41 in Africa Etiopia

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Nel tentativo di accelerare la costruzione della Grand Ethiopian Reinassance Dam (GERD), il futuro sistema idroelettrico più grande del continente africano, l’Etiopia ha contratto i servizi di due compagnie cinesi.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Africa News, martedì 19 febbraio, l’Ethiopian Electric Power (EEP) ha firmato un patto del valore di 40 milioni di dollari con il China Gezhouba Group Co., Ltd (CGGC), la quale gestirà le attività di commissioning con la diga, che dovrebbe essere operativa nel 2020. L’EEP ha firmato altresì un contratto del valore di 113 milioni di dollari con la Voith Hydro Shangaai, che include diversi lavori elettrici, meccanini e civili-strutturali, necessari per il completamento della GERD.

La Grand Ethiopian Reinassance Dam era stata avviata nel 2011 dall’Etiopia, che è uno dei principali attori del Corno d’Africa sul piano economico e della sicurezza, con l’obiettivo di attingere dal bacino del fiume Nilo Azzurro, secondo principale affluente del Nilo, che attraversa il Sudan e l’Egitto. Sia il Cairo sia Kharotum temono che la diga possa danneggiare e limitare le rispettive risorse idriche. Addis Abeba, tuttavia, sostiene che la GERD non avrà alcun effetto negativo sull’Egitto e sul Sudan e che, al contrario, costituisce un progetto necessario allo sviluppo economico dell’area.

La situazione è complicata dal fatto che i due trattati che regolano la gestione delle acque del Nilo e dei suoi affluenti, risalenti al 1929 e al 1959, i quali attribuiscono all’Egitto una percentuale maggiore, vengono considerati ingiusti dall’Etiopia e dal Sudan. Inoltre, il Cairo accusa Khartoum di essersi schierata in favore di Addis Abeba, mentre le autorità sudanesi sostengono che l’Egitto sostenga gruppi di ribelli attivi all’interno dei territori etiopi. Sulla base di tale convinzione, il 4 gennaio scorso, il governo sudanese ha ritirato i propri ambasciatori in Egitto per effettuare consultazioni in merito alla questione. Per cercare di sedare le tensioni, il 16 gennaio 2018, il presidente siriano, Abdel Fattah al-Sisi, aveva dichiarato in diretta nazionale di non avere intenzione di iniziare una guerra con l’Etiopia e il Sudan. Il giorno seguente, il premier etiope si era poi recato in visita ufficiale al Cairo, per chiarirsi con al-Sisi, in merito al progetto. 

Lo scorso 26 luglio, Semegnew Bekele, il project manager della diga, è stato trovato morto nel proprio veicolo con un proiettile in corpo. La sua Toyota Land Cruiser è stata rinvenuta parcheggiata in una strada molto trafficata presso Meskel Square, nel cuore della capitale etiope, Addis Abeba. Bekele gestiva il progetto della GERD, del valore di 4.8 miliardi di dollari, che sta venendo costruita in prossimità del fiume Nilo. Dirigeva lui il progetto dal 2011. Migliaia di manifestanti si sono riuniti di fronte alla TV di Stato etiope, protestando per la morte di Bekele, ritenuta un assassinio e un’ingiustizia. 

Il 29 agosto 2018, il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ha annunciato il termine del contratto con la Metal and Engineering Corporation (METEC) per il progetto della diga GERD. I motivi di tale conclusione sarebbero i numerosi rinvii per il completamento del progetto. La compagnia italiana Salini Impreglio rimane il principale costruttore della diga, mentre METEC si occupava dell’elettromeccanica e del sistema idraulico. Ad oggi, solo il 60% della GERD è completa e, come spiegato da Ahmed, la Salini ha già chiesto compensazioni per i ritardi nei lavori. Da parte sua, la METEC ha reso noto di aver avuto la notizia della chiusura del contratto sabato 25 agosto, motivo per cui i suoi operai sono ancora sul luogo.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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