Mosca: USA condividano informazioni sui terroristi catturati in Siria

Pubblicato il 19 febbraio 2019 alle 10:36 in Russia USA e Canada

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Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero condividere le informazioni in loro possesso sugli 800 terroristi con cittadinanza europea catturati in Siria ed ha sottolineato la necessità di conformarsi alla risoluzione 2178 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che elenca i passi da realizzare in questi casi.

Gli Stati Uniti devono divulgare i dati sugli 800 terroristi catturati in Siria che secondo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno la cittadinanza europea. È quanto ha dichiarato lunedì 18 febbraio in una conferenza stampa il capo della diplomazia russa Sergej Lavrov. “Si tratta di persone sospettate di terrorismo, sono foreign fighters. Proprio questo termine è sancito dalla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ON, che contiene un elenco molto chiaro di misure da adottare contro questi terroristi stranieri quando finiscono nelle mani di Paesi che combattono contro il terrorismo – ha affermato il ministro degli Esteri russo – Questi criteri devono essere soddisfatti. Il primo passo non negoziabile è la trasparenza e la condivisione delle informazioni su queste persone”.

Il 16 febbraio scorso Donald Trump aveva invitato i Paesi europei a prendere in consegna e ad assicurare alla giustizia più di 800 persone che avevano aderito all’ISIS per combattere in Siria e che in seguito erano state catturate dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti e tenuti in custodia in America. L’inquilino della Casa Bianca ha avvertito gli alleati europei che in caso contrario Washington sarebbe obbligata a rilasciare i foreign fighters, un’opzione che nelle parole del presidente USA “non sarebbe una buona cosa”. 

La risoluzione 2178 (2014) del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel settembre 2014 ha definito in modo esplicito la figura del Foreigh Fighter: colui che “si reca in uno Stato diverso da quello di residenza o nazionalità al fine di commettere, pianificare o preparare azioni terroristiche o di prendervi parte o al fine di fornire o ricevere addestramento ad azioni terroristiche, compresi in casi in cui questo si colleghi a conflitti armati”. Nella risoluzione sono indicate anche una serie di misure per un’interpretazione comune dei reati di terrorismo da parte degli stati membri.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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