Moon a Trump: apertura economica a Kim Jong-un

Pubblicato il 19 febbraio 2019 alle 18:45 in Corea del Nord Corea del Sud

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Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha affermato, al telefono con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che il suo Paese è disposto ad aprirsi ad un impegno economico con la Corea del Nord. Il vincolo alla proposta di Moon è l’accelerazione del processo di denuclearizzazione di Pyongyang.

Sembrerebbe dunque che il leader sudcoreano abbia cambiato traiettoria rispetto alle sue precedenti posizioni. I suoi primi commenti, dall’annuncio del vertice, avevano riguardato l’avvicinamento di un’era di pace e di prosperità sulla penisola. L’incontro, secondo le parole del presidente, è stato “un notevole passo avanti nel processo di pace”. Moon aveva tuttavia riconosciuto che ci sono molti dubbi sul fatto che “la denuclearizzazione e, conseguentemente, la pace, possano essere conclusi con successo”.

Invece, durante la sua conversazione con il presidente americano, il presidente sudcoreano ha chiesto alla Casa Bianca di utilizzare la sua promessa di apertura economica per accelerare la denuclearizzazione della Corea del Nord. Il portavoce del leader, Kim Eui-kyeom, ha affermato che Moon si è dichiarato pronto a fare qualsiasi promessa, dalla riconnessione dei collegamenti ferroviari e stradali tra le due Coree ad altre cooperazioni economiche inter-coreane.

Il presidente di Seul ha poi lodato la “leadership e ferma determinazione” di Trump, che ha portato ai difficili negoziati con la Corea del Nord ed ai progressi nei legami inter-coreani. Moon ha anche “espresso il suo rispetto” per il capo della Casa Bianca che “sta esplorando una strategia diplomatica per ottenere la denuclearizzazione e un regime di pace duraturo sulla penisola, superando i fallimenti diplomatici negli ultimi 25 anni che non hanno portato a risultati attraverso i negoziati ma hanno solo rafforzato il nucleare e la capacità missilistica di Pyongyang “.

La chiamata, avvenuta martedì 19 febbraio, precede il summit tra Trump e il leader nordcoreano, Kim Jong-un, che si terrà la prossima settimana in Vietnam. Non è la prima volta che i due capi di Stato si incontrano: il vertice del 12 giugno 2018, a Singapore, ha prodotto un accordo informale in cui i due si sono impegnati a denuclearizzare la penisola e a sospendere le sanzioni internazionali. Dal summit di Singapore, tuttavia, pochi progressi sono stati fatti. Una svolta decisiva è stato lo scambio di missive tra i due leader ad inizio di quest’anno, ed il discorso per il 2019 di Kim in cui si dichiarava pronto a confrontarsi e collaborare con l’amministrazione Trump. La riduzione della tensione ha portato ad una visita a Washington di una delegazione nordcoreana capitanata dall’ex presidente dei servizi segreti e capo missione per le negoziazioni con gli USA, Kim Yong Chol, e nello stesso giorno un incontro a Stoccolma.

Moon e Kim, d’altra parte, si sono incontrati più volte e molte sono state le proposte di cooperazione inter-coreana, dalla riduzione delle tensioni al confine all’offerta congiunta per le Olimpiadi del 2032. Ma i piani per progetti economici, come collegare le ferrovie, riaprire un centro industriale congiunto e consentire ai turisti della Corea del Sud di visitare il Nord, sono stati sospesi dal momento in cui gli Stati Uniti si sono opposti all’allentamento delle sanzioni fino a quando ulteriori progressi sulla denuclearizzazione saranno accertati.

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di Redazione

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