Messico: il governo ricapitalizza l’azienda petrolifera

Pubblicato il 19 febbraio 2019 alle 10:18 in America Latina Messico

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Il governo di Città del Messico ha deciso di iniettare capitali per 5,5 miliardi di dollari nelle casse dell’azienda petrolifera statale Pemex ed ha ridotto il carico fiscale dell’impresa per far fronte alle voci di insolvibilità della compagnia, afflitta da debiti per oltre 100 miliardi di dollari.

La Pemex è la compagnia petrolifera più indebitata al mondo e il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador cerca di invertire la situazione. La sua proposta include l’iniezione di capitale per gli investimenti e la riduzione del carico fiscale della società. Lo scorso venerdì 15 febbraio, il governo messicano ha reso pubblico un piano che aumenta le risorse per l’azienda per 5,5 miliardi di dollari. I dirigenti della compagnia petrolifera hanno assicurato che durante il 2019, Pemex non acquisirà debiti e allo stesso tempo aumenterà gli investimenti del 36% rispetto allo scorso anno. “Questo ci consentirà di portare avanti la compagnia petrolifera” – ha dichiarato López Obrador, durante l’annuncio delle misure.

Il presidente messicano ha optato per una percorso che prima sanifichi le finanze della compagnia petrolifera, che possiede debiti per 107 miliardi di dollari e poi ne rilanci l’attività. Il Tesoro messicano alleggerirà il carico fiscale della compagnia fino a 773 milioni di dollari, nell’anno in corso, e aumenterà progressivamente la cifra fino al 2024. Inoltre, la società stima che godrà di un reddito aggiuntivo di 1,65 miliardi di dollari grazie al piano di contrasto al furto di carburante lanciato lo scorso dicembre non appena insediatosi López Obrador. La mossa del presidente del Messico arriva dopo che l’agenzia di rating Fitch ha declassato il debito emesso dall’azienda. “È un salto estremamente importante e un passo avanti sostanziale che permetterà alla Pemex di mettere in ordine le proprie finanze” – ha assicurato il ministro delle finanze Carlos Urzúa.

La compagnia petrolifera statale messicana negli ultimi anni è entrata in un circolo vizioso per cui ha aumentato il debito e ridotto la produzione, per cui il governo di Città del Messico ha optato nel 2013 per l’apertura del mercato dell’energia agli investimenti privati. López Obrador, tuttavia, ha altri piani per l’industria e per Pemex. Senza annullare la riforma energetica del suo predecessore, il presidente messicano ha deciso di porre fine ai progetti privati e di concentrare l’attenzione sulla compagnia statale. “Per supportare Pemex non ci sono limiti, perché è un’azienda strategica, fondamentale per la nazione; una compagnia che è stata molto maltrattata, a dir poco, una compagnia che è stata saccheggiata, specialmente in questo periodo neoliberale, dalle aziende più corrotte al mondo” – ha detto López Obrador.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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