Egitto: attentato suicida vicino alla moschea Al Azhar al Cairo

Pubblicato il 19 febbraio 2019 alle 10:02 in Africa Egitto

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Due poliziotti hanno perso la vita, mentre altre 3 persone sono rimaste ferite, in un attentato suicida al Cairo, nel distretto centrale di Darb al-Ahmar, in prossimità della moschea di Al Azhar, la sera di lunedì 18 febbraio.

Secondo quanto riportato dal Ministero dell’Interno egiziano, al momento dell’esplosione, la polizia era in cerca di un sospettato che nei giorni precedenti aveva cercato di attaccare una pattuglia delle forze di sicurezza nella zona Ovest della capitale. Una volta che gli agenti hanno individuato il terrorista, questo si è fatto saltare in aria. L’attentatore è stato identificato essere il 37enne Al-Hassan Abdullah.

L’esplosione è stata talmente violenta da danneggiare diversi negozi vicini. Al momento, nessuna organizzazione terroristica ha rivendicato l’azione, che è avvenuta a distanza di pochi giorni da un attentato dell’ISIS in cui sono morti 15 soldati egiziani, nel Sinai del Nord.

Secondo quando riportato dal Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, l’anno scorso, l’Egitto ha subito numerosi attacchi terroristici mortali. Nonostante gli sforzi del governo del presidente Abdel Fatah Al Sisi e delle forze di sicurezza egiziane (FSE), in particolare nel Nord del Sinai, gli attentati terroristici sono rimasti persistenti. Gli affiliate dell’ISIS, tra cui ISIS-Sinai Province (ISIS-SP) e un gruppo distinto che si autodefiniva Stato Islamico (IS Egitto), hanno rappresentato la minaccia più significativa, così come gruppi come Harakat Sawa’d Misr (HASM) e Liwa al- Thawra.

Per gran parte del 2017, questi attacchi hanno interessato principalmente il personale di sicurezza egiziano. Tuttavia, il 24 novembre 2017, terroristi affiliati all’ISIS hanno ucciso oltre 312 civili in una moschea Sufi nel Nord Sinai, compiendo l’attacco terroristico più mortale nella storia dell’Egitto. Ad aprile 2017, il governo egiziano ha poi approvato una legge per facilitare il perseguimento di casi di terrorismo. La stessa università di Al Azhar, uno dei principali centri per l’insegnamento religioso dell’Islam sunnita, nel corso del 2017, ha pubblicato periodicamente dichiarazioni esortando alla tolleranza.

In Egitto è in vigore lo stato di emergenza dal 10 aprile 2017. Il 2 gennaio scorso, il presidente egiziano, ha esteso tale misura per il periodo di 3 mesi, a causa del persistere della situazione di instabilità nel territorio. Inizialmente, Al-Sisi aveva imposto lo stato di emergenza nel Sinai del Nord il 25 ottobre 2014, dopo una serie di attacchi terroristici nella regione, che avevano causato la morte di 26 militari egiziani. Successivamente, il 10 aprile 2017, il presidente egiziano aveva esteso tale condizione a tutto il Paese, dopo l’uccisione di 47 persone negli attentati contro due chiese copte durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme.

La campagna nel Sinai, chiamata Comprehensive Operation – Sinai 2018, è stata lanciata il 9 febbraio 2018 dal governo egiziano, con l’obiettivo di abbattere i ribelli islamisti insieme a tutte le altre attività criminali che mettono in pericolo la sicurezza e la stabilità del Paese. Nonostante il presidente avesse promesso che l’operazione “si sarebbe conclusa il prima possibile”, gli scontri continuano a verificarsi. Tuttavia, le iniziative stanno avendo successo, permettendo di distruggere grandi quantità di infrastrutture e materiale militare appartenenti ai terroristi.

Il 14 febbraio, il Parlamento egiziano ha approvato nuove misure che permetteranno ad al-Sisi di estendere il proprio mandato presidenziale fino al 2034, aumentando così il potere e il controllo sul Paese. Con le nuove modifiche il leader egiziano sarà in grado di governare per altri due mandati da 6 anni ciascuno e, inoltre, avrà il potere di nominare giudici, procuratori generali, mentre l’esercito avrà la facoltà di approvare la scelta del ministro della Difesa. Gli emendamenti, nello specifico, definiscono l’esercito il “guardiano e protettore” dello Stato d’Egitto, della democrazia e della Costituzione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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