Scandalo Odebrecht: maxi-risarcimento per il Perù

Pubblicato il 18 febbraio 2019 alle 8:22 in Brasile Perù

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Gli avvocati della multinazionale brasiliana Odebrecht e quattro ex alti dirigenti dell’impresa hanno raggiunto un accordo con il procuratore generale del Perù José Domingo Pérez e con il procuratore incaricato dell’inchiesta su Odebrecht Jorge Ramírez. L’accordo obbliga l’impresa brasiliana a risarcire il Perù per 228 milioni di dollari per danni civili, cui si aggiungono 134 milioni di debiti tributari. 

L’accordo di collaborazione tra il governo peruviano e Odebrecht impone inoltre alla società di “fornire tutto ciò che i pubblici ministeri peruviani richiedano” nel corso del prosieguo delle indagini, come spiegato in una conferenza stampa Rafael Vela, coordinatore del pool di magistrati che si occupa in Perù dell’operazione Lava Jato, la mani pulite brasiliana di cui lo scandalo Odebrecht è uno dei principali filoni d’indagine. In cambio del pagamento dei danni civili e la consegna illimitata di prove, gli ex amministratori dell’impresa edile non saranno perseguiti penalmente in Perù, anche se rimangono sotto inchiesta in Brasile. In aggiunta, all’azienda con sede a Salvador è nuovamente permesso di competere in gare e appalti pubblici peruviani, una volta rimborsata la quota concordata del debito fiscale totale.

Nell’accordo, che per essere effettivo deve essere approvato da un giudice peruviano, l’azienda riconosce il pagamento di tangenti per circa 32 milioni di dollari per ottenere i contratti dell’autostrada Interoceanic Sur, della linea 1 della Metropolitana di Lima, la circonvallazione della città di Cusco e la Costa Verde del Callao. L’accordo è aperto a futuri aggiornamenti, in modo che se le autorità peruviane dimostrassero più casi di corruzione, l’azienda dovrebbe pagare un compenso più alto per danni civili. “È un accordo aperto. Dalla ricerca di informazioni e da ciñ che determini la procura, è possibile aprire nuove linee di indagine. Questo è un patto sulle colpe in alcuni dei progetti, se ce ne fossero di più, sarà da rinegoziare con la società e saranno inclusi i nuovi casi” – ha spiegato Vela.

L’ammontare della compensazione civile accettata è inferiore alle pretese dello Stato peruviano, ma il rischio di che Odebrecht dichiarasse insolvenza e lasciasse il paese era alto. In quel caso non solo non avrebbe pagato, ma non avrebbe nemmeno consegnato le prove per sapere chi fossr coinvolto in casi di corruzione. “La società continuerà a cercare intese di questa natura con altri paesi in cui opera, al fine di avere maggiore sicurezza legale per il suo funzionamento e per l’impegno a sostenere la ricerca e agire come un agente di trasformazione” – ha detto in una nota la società edile.

La rete tangentizia di Odebrecht volta a ottenere appalti pubblici in cambio di finanziamenti illeciti a politici, imprenditori, magistrati e alti funzionari, svelata dalla magistratura brasiliana, è oggetto di inchiesta in numerosi paesi dell’America Latina e dell’Africa lusofona. Il Perù è, dopo il Brasile, il paese dove l’inchiesta è più avanzata ed ha portato lo scorso marzo alle dimissioni del presidente Pedro Pablo Kuczynski, indagato per aver accettato finanziamenti quando era ministro dell’economia. Oltre a Kuczynski sono indagati tre ex presidenti (Humala, Toledo e García), la leader dell’opposizione Keiko Fujimori, l’ex sindaco di Lima Susana Villarán e numerosi altri politici, imprenditori e magistrati, tra cui l’ex procuratore generale e l’ex presidente del consiglio superiore della magistratura.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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