Emirati Arabi Uniti: accordi da 1,3 miliardi in armamenti bellici

Pubblicato il 18 febbraio 2019 alle 13:25 in Emirati Arabi Uniti Medio Oriente

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Gli Emirati Arabi Uniti hanno firmato una serie di accordi per l’acquisto di armi, per il valore di 1,3 miliardi di dollari, durante il Salone Internazionale della Difesa di Abu Dhabi (IDEX). Tale evento sta alimentando gli scambi nel settore e le polemiche sulla guerra in Yemen. 

Gli accordi da 1,3 miliardi degli Emirati per l’acquisto di materiale bellico sono stati finalizzati durante il primo giorno di apertura della fiera delle armi, secondo quanto riporta il quotidiano Al-Jazeera English. La nazione del Golfo, che insieme all’Arabia Saudita è in prima linea nella devastante guerra in Yemen, ha annunciato la chiusura di 33 contratti nel settore. Tra questi, vi è un accordo da 355 milioni di dollari con l’azienda americana produttrice di armi, Raytheon, per l’acquisto di missili Patriot terra-aria. Durante il Salone Internazionale della Difesa di Abu Dhabi, inoltre, la società australiana EOS Defense si è aggiudicata un contratto da 316 milioni di dollari per la fornitura di sistemi da guerra terrestri e navali. Gli appalti assegnati, invece, alle imprese degli Emirati Arabi Uniti ammontano a circa 300 milioni di dollari.

La fiera ha scatenato una serie di polemiche legate non solo al ruolo di Abu Dhabi nel conflitto in Yemen, ma anche a causa del modo in cui sono stati sponsorizzati gli armamenti bellici. Infatti, l’azienda produttrice di armi belga, la FN Herstal, presente alla fiera ha mostrato un modello di arma in vendita, la mitragliatrice Minimi da 5.56 mm, mentre veniva utilizzata dalle forze armate sostenute dagli Emirati che combattono la guerra in Yemen. La pubblicizzazione dell’arma utilizzando il sanguinoso conflitto ha suscitato numerose critiche. Durante l’evento, anche i corazzati e i carri armati usati nella stessa guerra sono esposti ed in vendita. I funzionari degli Emirati hanno evitato di menzionare il conflitto in Yemen, tuttavia i collegamenti sono risultati inevitabili. 

“La mia ipotesi è che ci sono delle cose che succedono in Yemen che devono essere fermate”, ha dichiarato James Malloy, il capo del comando della Quinta flotta della Marina Militare americana, incaricata di supervisionare la regione.”È destabilizzante, ritarda la pace, esacerba la disastrosa crisi umanitaria che stiamo affrontando nello Yemen e ritarda gli sforzi umanitari”, ha aggiunto Malloy. “Il mondo sta cercando di porre fine a tutto questo, mentre un gruppo di persone non fa nulla per porvi fine, probabilmente il contrario”, ha concluso. Il gruppo per la tutela dei diritti umani, Amnesty International, ha fortemente criticato la fiera degli armamenti e la condotta dell’azienda belga, FN Herstal, durante la fiera. “La carneficina in corso contro i civili nello Yemen – di cui è responsabile anche l’Arabia Saudita e la coalizione guidata dagli Emirati – dovrebbe portare ad una seria pausa di riflessione tutti gli Stati che forniscono armi”, ha dichiarato Patrick Wilcken, ricercatore nel controllo delle armi presso Amnesty International. 

Gli Emirati Arabi Uniti sono entrati nella guerra in Yemen nel marzo 2015, insieme all’Arabia Saudita, e ad altri Paesi arabi, con l’intento di ripristinare il governo del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi. Hadi era stato destituito a seguito di una guerra civile tra i suoi sostenitori e quelli fedeli agli Houthi, sostenuti dall’Iran. Dal marzo del 2015, i bombardamenti aerei sauditi hanno colpito mercati e ospedali, uccidendo migliaia di persone, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno gestito in gran parte delle operazioni di terra. I ribelli Houthi, da parte loro, hanno ripetutamente lanciato missili balistici in Arabia Saudita e hanno anche rivendicato attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti. Nel novembre 2017, i ribelli hanno dichiarato di aver sparato un missile verso una centrale nucleare ad Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi, mentre in agosto hanno affermato di aver colpito l’aeroporto di Dubai con un drone armato. Entrambi gli eventi sono stati negati dagli Emirati Arabi Uniti. La gravità del conflitto è tuttavia estrema. La guerra in Yemen ha spinto il Paese più povero del mondo arabo sull’orlo della carestia e ha causato la morte di circa 60.000 persone. Secondo l’organizzazione benefica Save the Children, circa 85.000 bambini sono morti di fame in Yemen, negli ultimi quattro anni.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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