USA: Pentagono deciderà se stanziare fondi per il muro di Trump

Pubblicato il 17 febbraio 2019 alle 10:42 in USA e Canada

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Il Segretario americano ad interim alla Difesa, Patrick Shanahan, sabato 16 febbraio, ha affermato di non aver ancora deciso se la costruzione del muro al confine con il Messico costituisca una necessità militare, né quanti soldi il Pentagono sarebbe disposto a stanziare per il progetto.

Dopo che, venerdì 15 febbraio, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale per poter costruire il muro senza l’approvazione del Congresso, la decisione verrà rimessa al Dipartimento per la Difesa, che potrebbe stanziare denaro per erigere il muro di frontiera. Secondo la legge americana, il Segretario alla Difesa deve decidere, adesso, se il progetto di Trump costituisca una necessità militare, e solo in caso affermativo sbloccherà fondi che il presidente potrà usare dal budget del Dipartimento. Un funzionario statunitense in materia di difesa, parlando in condizioni di anonimato, ha reso noto che Shanahan probabilmente approverà un finanziamento di 3,6 miliardi di dollari, i quali saranno reindirizzati dal budget della difesa alla costruzione del muro.

Di ritorno da un viaggio diplomatico in Afghanistan, Medio Oriente ed Europa, Shanahan ha riferito ai giornalisti che erano con lui di non aver ancora preso alcuna decisione, nonostante abbia “identificato i passi da intraprendere per prendere tali decisioni”. Il Segretario ha poi aggiunto che i pianificatori militari preposti hanno già condotto varie analisi, identificando le fonti da cui i fondi per il muro potrebbero essere stanziati, e che egli inizierà a considerare tali proposte a partire da domenica 17 febbraio. Secondo il resoconto di alcune fonti interne al Dipartimento, l’amministrazione avrebbe disposto il reindirizzamento di 7 miliardi di dollari per il muro, di cui circa 3,6 miliardi provenienti dal budget per costruzioni militari e 2,5 miliardi dai fondi del Dipartimento della Difesa destinati alla lotta contro le sostanze stupefacenti.

Shanahan ha sottolineato che tutto ciò avviene in conformità con la legge: “Stiamo seguendo la legge, seguendo le regole, non le stiamo piegando o distorcendo”.

Poche ore dopo la dichiarazione presidenziale dello stato di emergenza, avvenuta venerdì 15 febbraio, l’azione è stata impugnata legalmente da tre proprietari terrieri texani nei pressi del fiume Rio Grande; i soggetti interessati affermano che la decisione di Trump viola la Costituzione americana e che il muro, che verrebbe eretto sui loro territori, violerebbe la loro proprietà privata. Anche il governatore della California, il democratico Gavin Newsom, e il procuratore generale dello Stato di New York, Letitia James, hanno manifestato l’intenzione di portare la questione in tribunale. Allo stesso modo, aspre critiche sono giunte dal Comitato giudiziario della Camera dei Rappresentanti, controllata da maggioranza di democratici, la quale ha informato di aver avviato un’indagine sulla legittimità della dichiarazione di emergenza. Da parte sua, Trump si è detto consapevole del fatto che sarebbe stato attaccato legalmente, e che già si immaginava di doversi difendere in tribunale. “Vinceremo la causa alla Corte Suprema”, ha affermato.

Riorientando la sua strategia e dichiarando l’emergenza nazionale, Trump rischia di scatenare una lunga battaglia legale con i democratici e dividere gli stessi repubblicani, molti dei quali hanno manifestato dissenso verso la recente mossa presidenziale.

Tanto la Camera quanto il Senato godono teoricamente del potere di porre fine allo stato d’emergenza presidenziale ottenendo un voto di maggioranza sulla questione; tuttavia, una misura del genere, una volta decisa, ritornerebbe nelle mani di Trump, il quale avrebbe il potere di apporvi il veto e bloccarla. Per scavalcare il veto del capo della Casa Bianca, occorrerebbero i due terzi in entrambe le camere governative.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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