Turchia conferma accordo missilistico con Mosca, in contrasto con Washington

Pubblicato il 17 febbraio 2019 alle 12:29 in Turchia USA e Canada

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Ankara non tornerà sui suoi passi in merito all’accordo con la Russia per comprare da Mosca i sistemi missilistici S-400, ha affermato il presidente turco, Tayyip Erdogan, sabato 16 febbraio, all’indomani di una scadenza informale dettata da Washington affinché Ankara rispondesse a una analoga proposta commerciale statunitense.

La Turchia, Paese membro della NATO, ha ripetutamente affermato di essere intenzionata a comprare il sistema di difesa missilistica russo S-400, nonostante gli avvertimenti lanciati dagli Stati Uniti, i quali hanno messo in chiaro che tale equipaggiamento non può essere integrato nei sistemi difensivi dell’alleanza militare dell’Atlantico del nord. I funzionari americani avevano dunque fissato una scadenza per il 15 febbraio; entro tale data, Ankara avrebbe dovuto decidere se accettare l’offerta di Washington, disposta a venderle il pacchetto missilistico Raytheon Co Patriot per 3,5 miliardi di dollari. In caso la Turchia non avesse accettato tale proposta entro il 15 del mese, gli Stati Uniti avrebbero ritirato l’offerta.

Washington aveva altresì messo in guardia Ankara che, in caso il Paese avesse firmato l’acquisto con Mosca, gli Stati Uniti avrebbero messo in discussione l’acquisto turco dei jet caccia Lockheed Martin Corp F-35, e avrebbero vagliato la possibilità di imporre sanzioni contro lo Stato mediorientale.

Nonostante tali avvertimenti, il presidente turco Erdogan, parlando con alcuni giornalisti sul volo che dal resort russo Sochi lo stava riportando ad Ankara, dopo un vertice di tre giorni sulla questione siriana con Russia e Iran, ha affermato che è ancora intenzionato ad acquistare il sistema S-400, transazione che si verificherebbe a luglio 2019. Erdogan ha aggiunto che fare marcia indietro dall’accordo con Mosca è “fuori discussione”, e che ormai “è fatto”. Il capo di Stato ha inoltre spiegato che la Turchia è aperta all’acquisto dei sistemi Patriot statunitensi fintantoché ciò corrisponda ai propri interessi, ma ha aggiunto che vi sono questioni aperte sulla consegna e sulla produzione di tale equipaggiamento che devono ancora essere discusse con Washington.

Secondo quanto riferito da alcuni funzionari americani all’agenzia di stampa Reuters, l’offerta statunitense di vendita ad Ankara dei sistemi Patriot scadrebbe, ufficialmente, alla fine del mese di marzo. Dopodiché, si dovrebbe procedere con il rinnovo della proposta, che andrebbe concordato ed eventualmente approvato. Gli Stati Uniti hanno però richiesto ad Ankara di dar loro almeno una risposta informale entro il 15 febbraio. Stando alle fonti intervistate, la Turchia non avrebbe ancora risposto a tale ultimatum amichevole.

Secondo diversi funzionari del Pentagono, gli S-400 non sono compatibili con il sistema di difesa aerea della NATO. Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia, apprezzato in tutto il mondo. La Russia sostiene che il sistema può intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Il valore aggiunto dell’S-400, che ha un’autonomia di circa 250 miglia, è che può intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio. Gli S-400, inoltre, sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che, essenzialmente, crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Per tale ragione, la Russia ha schierato l’S-400 nella sua base in Siria dopo che un F-16 dell’aviazione militare turca ha abbattuto un Su-24 russo operante nel Paese mediorientale, il 24 novembre 2015.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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