Albania: manifestanti assaltano ufficio del premier, invocano dimissioni

Pubblicato il 17 febbraio 2019 alle 11:45 in Albania Europa

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Manifestanti in Albania hanno attaccato l’ufficio del primo ministro del Paese con spranghe d’acciaio e bombe molotov, sabato 16 febbraio, esigendo le sue dimissioni per via di un progetto urbano che ha fatto scandalo.

Nella giornata di sabato 16 febbraio, le proteste sono durate 4 ore, e alcuni manifestanti hanno preso d’assalto due grandi istallazioni artistiche fuori dall’ufficio del primo ministro, Edi Rama, artista ed ex giocatore di basket eletto nel 2013. Numerosi sono stati i feriti, tra cui vari giornalisti, quando la polizia ha lanciato lacrimogeni per respingere la folla di manifestanti violenti, alcuni dei quali erano residenti locali in collera per via della futura demolizione delle loro case, programmata per fare spazio a una strada periferica ad alto scorrimento che faccia da raccordo intorno alla capitale Tirana. Le agitazioni sono scoppiate dopo che un gruppo di cittadini in protesta hanno lasciato un comizio di migliaia di manifestanti dell’opposizione politica, che si erano radunati nella giornata per chiedere a Rama di dimettersi e indire un’elezione. L’Unione Europea e i suoi Paesi membri hanno esortato tutte le parti a “fare tutto il possibile per evitare violenza e ulteriori agitazioni”.

Rama ha dovuto affrontare un malcontento popolare crescente negli ultimi mesi, per via del progetto di costruzione di una strada di raccordo intorno alla capitale albanese, progetto che è stato macchiato da accuse di corruzione nella gara di appalto. Il premier albanese, messo alle strette, si è visto costretto a licenziare il ministro dei trasporti, Damian Gjiknur, rimpiazzato da Belinda Balluku. Vi è un’indagine in corso in merito a una compagnia che avrebbe usato documenti falsi durante la gara, ricevendo 18 milioni di euro in fondi statali per costruire una sezione della strada in questione; i manager di tale società sono fuggitivi. “Il governo è stato scoperto a rubare, e dovrebbe andarsene”, ha affermato il leader del Partito Democratico all’opposizione, Lulzim Basha, accusando l’amministrazione di incitare di proposito le violenze di sabato, permettendo ai manifestanti di fare irruzione e spezzare il cordone della polizia. Basha ha promesso di continuare le proteste nella giornata di giovedì. Rama, da parte sua, ha accusato i capi dell’opposizione di incitare le sommosse. Lo scandalo sulla periferica stradale ha fatto seguito a precedenti manifestazioni, scoppiate a dicembre 2018, nelle quali molti studenti richiedevano rette più economiche per terminare gli studi. Tali agitazioni avevano portato a un rimpasto del governo, il 28 dicembre.

Il ruolo di Edi Rama, leader del Partito Socialista albanese, è stato rafforzato dalle elezioni parlamentari del 25 giugno 2017, quando il suo partito ha ottenuto il 48,52% dei consensi, distaccandosi notevolmente dal Partito Democratico che, secondo classificato, ha ottenuto il 28,81% dei voti. Secondo Balkan Insight, si tratta della prima chiara maggioranza parlamentare ottenuta in Albania dal 2001. Tuttavia, nonostante il successo elettorale, non sono mancate le proteste. Nell’ottobre 2017 l’ex ministro degli Interni, Saimir Tahiri, era stato accusato di traffico di droga a livello internazional. Il 27 dicembre 2017, invece, gli operai delle piattaforme petrolifere avevano organizzato una marcia a Tirana chiedendo il sostegno dell’esecutivo per il miglioramento delle loro condizioni lavorative ed il pagamento degli stipendi arretrati.

L’amministrazione di Rama ha ad ogni modo lentamente riportato l’economia albanese verso una fase di crescita, con un’espansione di circa il 4% nel 2018, e il Paese balcanico, membro della NATO, potrebbe iniziare a discutere l’annessione all’Ue verso la metà del 2019. Tuttavia, gli effetti benefici dello sviluppo economico non riguardano tutta la popolazione in modo omogeneo, e molti cittadini albanesi continuano a lasciare lo Stato in cerca di lavoro altrove in Europa. Inoltre, si registra ancora una notevole percezione di corruzione, specialmente nei partenariati pubblico-privato.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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