Egitto: scontri mortali tra esercito e jihadisti nel Sinai del Nord

Pubblicato il 16 febbraio 2019 alle 12:05 in Africa Egitto

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7 militanti jihadisti sono stati uccisi e un totale di 15 soldati egiziani sono stati uccisi o feriti in uno scontro avvenuto, sabato 16 febbraio, nel Sinai del Nord, secondo quanto ha riferito l’esercito governativo.

L’Isis ha rivendicato l’attacco, rendendo noto di aver ucciso 20 soldati egiziani. Il bilancio preciso delle vittime, tra le fila delle truppe governative egiziane, non è però apparso chiaro; due fonti interne alla sicurezza del Paese hanno riferito all’agenzia di stampa Reuters che alcuni dei soldati feriti vertono in condizioni gravi. Un portavoce militare ha inoltre spiegato tramite un comunicato che le operazioni di perlustrazione ed eliminazione delle cellule terroriste sono ancora in corso nella regione dove, sabato 16 febbraio, si è verificato lo scontro. Stando alle fonti intervistate, tali operazioni stanno avvenendo dietro copertura aerea.

L’ultimo scontro mortale si era consumato lo scorso 22 gennaio, quando 7 soldati egiziani, tra cui un ufficiale, avevano perso la vita nel corso di scontri con un gruppo di militanti nella Penisola del Sinai. In tale occasione, i militari avevano eliminato 59 sospetti terroristi e criminali e ne avevano arrestati almeno altri 142. Secondo quanto riportato da un comunicato ufficiale, i raid delle forze di sicurezza egiziane avevano altresì distrutto 56 veicoli contenenti armi e munizioni nel deserto occidentale e nelle aree a Sud e a Nord della Penisola.

Prima ancora, nella giornata di sabato 29 dicembre, le forze di sicurezza egiziane avevano ucciso 40 presunti militanti islamici in tre scontri separati nel Sinai del Nord e a Giza, il giorno dopo l’attentato al pullman di turisti vietnamiti che aveva causato la morte di 4 persone.

Secondo quando riportato dal Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, l’anno scorso, l’Egitto ha subito numerosi attacchi terroristici mortali. Nonostante gli sforzi del governo del presidente Abdel Fatah Al Sisi e delle forze di sicurezza egiziane (FSE), in particolare nel nord del Sinai, gli attacchi terroristici sono rimasti persistenti. Gli affiliate dell’ISIS, tra cui ISIS-Sinai Province (ISIS-SP) e un gruppo distinto che si autodefiniva Stato Islamico (IS Egitto), rappresentavano la minaccia più significativa, così come gruppi come Harakat Sawa’d Misr (HASM) e Liwa al- Thawra.

Per gran parte dell’anno, questi attacchi hanno preso di mira principalmente il personale di sicurezza egiziano. Tuttavia, il 24 novembre 2017, terroristi affiliati all’ISIS hanno ucciso oltre 312 civili in una moschea Sufi nel Nord Sinai, compiendo il peggior attacco terroristico nella storia dell’Egitto. Ad aprile 2017, il governo egiziano ha poi approvato una legge che facilita il perseguimento di casi di terrorismo.

In Egitto è in vigore lo stato di emergenza dal 10 aprile 2017. Il 2 gennaio scorso, il presidente egiziano, ha esteso tale misura per il periodo di 3 mesi, a causa del persistere della situazione di instabilità nel territorio. Inizialmente, Al-Sisi aveva imposto lo stato di emergenza nel Sinai del Nord il 25 ottobre 2014, dopo una serie di attacchi terroristici nella regione, che avevano causato la morte di 26 militari egiziani. Successivamente, il 10 aprile 2017, il presidente egiziano aveva esteso tale condizione a tutto il Paese, dopo l’uccisione di 47 persone negli attentati contro due chiese copte durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme. Il 15 aprile 2018, al-Sisi ha esteso di altri 3 mesi lo stato di emergenza nel Paese.

La campagna nel Sinai, chiamata Comprehensive Operation – Sinai 2018, è stata lanciata il 9 febbraio scorso dal governo egiziano, con l’obiettivo di abbattere i ribelli islamisti insieme a tutte le altre attività criminali che mettono in pericolo la sicurezza e la stabilità del Paese. Nonostante il presidente Abdel Fattah al-Sisi avesse promesso che l’operazione “si sarebbe conclusa il prima possibile”, gli scontri continuano a verificarsi. Tuttavia, le iniziative stanno avendo successo, permettendo di distruggere grandi quantità di infrastrutture e materiale militare appartenenti ai terroristi.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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