Turchia-Iran: pronti ad un meccanismo commerciale contro le sanzioni USA

Pubblicato il 15 febbraio 2019 alle 15:30 in Iran Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato che Ankara è “pronta” a stabilire il proprio meccanismo commerciale con l’Iran, consentendo gli scambi tra i due Paesi limitrofi, senza incorrere nelle sanzioni statunitensi.  

Erdogan ha rilasciato tale dichiarazione il 14 febbraio, durante un incontro bilaterale con il presidente iraniano, Hassan Rouhani, tenutosi a margine dei colloqui a tre sulla Siria, avvenuti nella città di Sochi. “La Turchia è pronta ad aderire all’SPV (Special Purpose Vehicle) e a creare un meccanismo bilaterale simile per la cooperazione commerciale con l’Iran”, ha dichiarato Ergodan. Il presidente turco, in tale dichiarazione, fa riferimento all’INSTEX, uno strumento a sostegno degli scambi commerciali tra Europa e Iran, istituito dall’Unione europea. Tale meccanismo non è basato sul dollaro, in modo da non incorrere nelle sanzioni americane, ed è stato lanciato alla fine del mese di gennaio di quest’anno. L’obiettivo iniziale dei Paesi europei è quello di utilizzare il canale solo per vendere cibo e dispositivi medici all’Iran, anche se è già stata prevista un’espansione futura. La Turchia, sulla scia dei Paesi europei, propone un simile meccanismo per i rapporti tra Ankara e Teheran. 

“La cooperazione multilaterale con l’Iran su diverse questioni ha avuto risultati positivi e la Turchia è pronta ad estendere questa cooperazione ad altri Paesi della regione”, ha aggiunto Erdogan. Non è stata fornita alcuna data specifica su quando il meccanismo commerciale tra Turchia e Iran sarà istituito. Rouhani ha dichiarato che Teheran spera che vengano rimossi gli “ostacoli” affinché i due Paesi possano rafforzare la propria cooperazione bilaterale. Il presidente iraniano ha aggiunto che Teheran è pronta a sviluppare relazioni con Ankara su energia, industria e trasporti. All’inizio del mese di febbraio di quest’anno, il ministro iraniano del Petrolio, Bijan Zanganeh, ha dichiarato che la Turchia è l’unico Paese in Europa che non ha smesso di acquistare petrolio iraniano, dopo la re-imposizione delle sanzioni statunitensi. La portata di tale dichiarazione rischia di incrinare terribilmente i rapporti tra Ankara e Washington. Infatti, le sanzioni americane colpiscono particolarmente le transazioni bancarie e gli scambi petroliferi.

L’8 maggio 2018, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il ritiro unilaterale americano dall’accordo sul nucleare iraniano. Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) era stato firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania e dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. Il patto prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dalle Nazioni Unite e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Secondo quanto affermato dal presidente Trump, si è trattato del peggior patto mai stipulato dagli Stati Uniti. A seguito del ritiro USA, il 5 novembre, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato che gli Stati Uniti hanno imposto il pacchetto di sanzioni più grande di sempre contro l’Iran, che colpirà oltre 700 individui, entità, aerei e navi di Teheran. L’obiettivo delle misure restrittive, ha spiegato il comunicato del Tesoro, è quello di impedire che Teheran continui a finanziare le proprie attività maligne ed esercitare una forte pressione finanziaria sul regime iraniano, affinché questo negozi un nuovo accordo che neghi qualsiasi sviluppo o acquisto nucleare o missilistico.

A tale riguardo, l’amministrazione Trump ha esortato la comunità internazionale a rispettare i vincoli posti dalle restrizioni americane. L’annuncio di Erdogan sul meccanismo di commercio con l’Iran rischia di minare ulteriormente i rapporti tra Ankara con Washington. Nel frattempo, le relazioni tra Ankara e Teheran sembrano, invece, rafforzarsi. Infatti, all’incontro con la Russia, tenutosi a Sochi, Erdogan e Rouhani hanno discusso questioni di sicurezza nella regione medio orientale. Il leader turco, in tale occasione, ha promesso di continuare “la cooperazione bilaterale e regionale con l’Iran contro il terrorismo”. Erdogan ha anche condannato l’attentato suicida nel sud-est dell’Iran che ha causato la morte di 27 membri della Guardia rivoluzionariaL’attentato, avvenuto mercoledì 13 febbraio, ha colpito l’autobus sul quale viaggiavano alcuni ufficiali iraniani, in una provincia al confine col Pakistan. La zona è attraversata da traffici di oppio e, in passato, è stata teatro di scontri tra le forze iraniane e i separatisti locali. Rouhani ha risposto al presidente turco affermando che è “spiacevole” che i gruppi armati continuino a operare nella regione con l’appoggio di “potenze straniere, specialmente degli Stati Uniti”. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.