Siria: i leader di Russia, Turchia e Iran si incontrano a Sochi

Pubblicato il 15 febbraio 2019 alle 10:47 in Medio Oriente Siria

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I leader di Russia, Turchia e Iran hanno concordato la necessità di trovare un compromesso per la gestione del Nord-Est della Siria, in seguito al completamento del ritiro americano dal Paese.

Tale decisione è stata presa a margine del summit di Sochi, in Russia, durante il quale il presidente russo, Vladimir Putin, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il presidente iraniano, Hassan Rouhani, hanno definito la mossa statunitense “un passo positivo”, anche se hanno espresso preoccupazione in merito al vuoto di sicurezza che potrebbe crearsi.

“Concordiamo che il ritiro americano sia una mossa positiva che aiuterà a stabilizzare la Siria, dove il governo legittimo dovrebbe riprendere il pieno controllo del territorio”, ha dichiarato Putin in seguito all’incontro, aggiungendo che, a suo avviso, con tale decisione, Trump ha cercato di mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale.

Erdogan ha sottolineato che, al momento, non c’è un piano preciso per il ritiro americano e che la stessa squadra di Trump non si trova d’accordo sulle mosse da effettuare. Alla luce di ciò, secondo il leader turco, è fondamentale il coordinamento tra Russia, Turchia e Iran. Da parte sua, Rouhani ha affermato che la presenza americana ha danneggiato il Medio Oriente, motivo per cui il ritiro immediato delle truppe, a suo avviso, sarebbe la cosa più giusta.

I tre Paesi in questione hanno sempre avuto posizioni diverse nell’ambito del conflitto siriano. Mentre la Russia e l’Iran appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, la Turchia ha sempre sostenuto l’opposizione siriana ed ha un interesse particolare nell’evitare che i curdi locali prendano il controllo dei territori siriani al confine con la Turchia.

Lo scorso settembre, Mosca e Ankara hanno istituito un cessate il fuoco in tale area, evitando che venisse devastata dalle forze di al-Assad e impedendo altresì un disastro umanitario. Mentre la Turchia ha giurato di disarmare e rimuovere definitivamente il gruppo armato Hay’et Tahrir al-Sham (HTS), la Russia ha promesso che avrebbe aspettato a lanciare un’offensiva, lasciando via libera alle forze turche.

Il 19 dicembre, il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato il ritiro delle truppe statunitensi dalla Siria, sostenendo che lo Stato Islamico è ormai stato sconfitto. Tale decisione, oltre ad aver provocato le dimissioni del segretario della Difesa USA, James Mattis, e dell’inviato americano alla guida della coalizione internazionale, Brett McGurk, ha colto di sorpresa sia gli alleati occidentali sia i curdi siriano delle SDF. Consiglieri ed esperti avevano suggerito a Trump di attendere a ritirare le truppe, poiché in Siria sono ancora presenti numerose cellule dell’ISIS.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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