L’Armenia partecipa alla missione umanitaria in Siria su richiesta di Mosca

Pubblicato il 15 febbraio 2019 alle 9:14 in Armenia Russia Siria

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L’Armenia ha inviato 83 soldati in Siria nel quadro della missione umanitaria e di sminamento voluta dalla Russia. 

Durante la guerra in Siria, Mosca ha ripetutamente chiesto ai suoi alleati militari un intervento nel paese mediorientale, non necessariamente militare, ma per missioni collaterali, fino ad ora, tuttavia, nessun paese aveva accettato l’offerta. La decisione armena di accogliere la richiesta russa arriva in un momento in cui le relazioni tra Erevan e Mosca sono in stand-by dopo l’ascesa al potere di Nikol Pashinyan e della sua squadra di politici filo-occidentali.

La decisione del governo di Erevan sembra manifestare la volontà di Pashinyan di mantenere buone relazioni con Putin. L’Armenia, insomma, vuole rassicurare Mosca che anche avvicinandosi all’occidente, non prenderà la strada della Georgia e dell’Ucraina.  Vorrei esprimere il mio apprezzamento per l’assistenza umanitaria in Siria” – ha dichiarato il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu al suo omologo armeno, David Tonoyan, in visita a Mosca. “Sei stato il primo a rispondere alla nostra richiesta di fornire assistenza al popolo siriano – ha aggiunto Shoigu – non lo dimenticheremo”.

La parte armena si è sforzata di sottolineare la natura non bellica delle attività dei militari dislocati in Siria. “Gli specialisti armeni svolgeranno attività umanitarie, connesse allo sminamento, alla formazione anti-mine e alla fornitura di assistenza medica ad Aleppo, esclusivamente al di fuori delle aree in cui si svolgono attività militari” – ha chiarito il ministero della Difesa armeno in una dichiarazione dell’8 febbraio scorso. Nellaa dichiarazione si sottolinea anche che i soldati armeni sono stati trasportati in Siria dalle Forze armate della Russia e che opereranno con il supporto logistico russo mentre sono lì.

“Esprimo un enorme ringraziamento per l’aiuto che la Russia ha fornito, in particolare al Ministero della Difesa e a lei personalmente, nell’organizzare i nostri aiuti umanitari per la Siria. Ha dato un grande contributo” – ha detto Tonoyan a Shoigu in occasione della conferenza stampa congiunta a Mosca, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa russo.

La decisione del governo armeno ha provocato una durissima protesta da parte dell’ambasciata statunitense a Erevan. “Riconosciamo il desiderio delle altre nazioni di rispondere alla situazione umanitaria in Siria e condividiamo le preoccupazioni sulla protezione delle minoranze religiose in Medio Oriente – si legge nella dichiarazione, rilasciata il 13 febbraio a diversi media locali – ma non possiamo sostenere alcun impegno a fianco delle forze militari siriane, sia che si tratti di fornire assistenza ai civili sia di natura militare, né appoggiamo alcuna cooperazione tra Armenia e Russia per questa missione. La Russia ha collaborato con il regime di Assad per massacrare i civili e innescare una catastrofe umanitaria .La Russia continua a proteggere il regime di Assad e le sue atrocità su scala globale”.

La Russia ha spinto i suoi alleati dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (CSTO) affinché inviassero forze di pace in Siria sin dall’inizio della guerra civile nel paese mediorientale, ancor prima dell’escalation e dell’intervento diretto da parte dell’esercito russo. La CSTO comprende Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan. 

 

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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