Onu loda Etiopia per l’accoglienza dei rifugiati

Pubblicato il 14 febbraio 2019 alle 6:01 in Etiopia Immigrazione

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Nel corso della propria visita in Etiopia, l‘Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, ha lodato la generosità del Paese del Corno d’Africa in merito all’accoglienza e la disponibilità del governo di Addis Abeba di aver adottato un nuovo approccio per migliorare le vite degli oltre 900.000 rifugiati presenti nel Paese.

Grandi ha trascorso due giorni a Malkedida, una regione etiope confinante con la Somalia, che ospita circa 200.000 rifugiati. Grazie a un investimento del valore di 100 milioni di dollari da parte della Fondazione IKEA, negli ultimi sette anni, tale zona semiarida e isolata si è trasformata in una fiorente comunità. I progetti finanziati dalla Fondazione includono uno schema di irrigazione che copre 1.000 ettari di terra che, in precedenza, era arida, e che adesso, invece, ospita fattorie dove i rifugiati possono coltivare cocomeri, pomodori e grano oltre 3 volte all’anno.

Durante la permanenza, Grandi ha altresì visitato alcuni mercati supportati dalla microfinanza e altri programmi economici, nell’ambito dei quali i rifugiati e le comunità locali vendono le proprie colture. Le iniziative hanno avuto talmente successo che, in alcuni casi, i prodotti sono statu esportati in altre regioni del Paese. “Ciò che è stato sviluppato qui è un approccio unico all’autosufficienza dei rifugiati, grazie all’apertura del governo etiope”, ha spiegato l’Alto Commissario dell’Onu, aggiungendo che gli stranieri e le comunità ospitanti si sono sempre dimostrati disponibili e aperti gli uni verso gli altri.

La Fondazione IKEA ha altresì finanziato la costruzione di scuole secondarie, dove studenti sia stranieri sia locali hanno accesso ad un insegnamento di qualità, a classi perfettamente equipaggiate e ad ambienti favorevoli all’apprendimento. Coloro che terminano gli studi hanno la possibilità di iscriversi a un nuovo college a Melkadida per diventare insegnanti.

Grandi ha preso parte alle discussioni di alto livello nell’ambito del 32esimo summit dell’Unione Africana, che si è tenuto a Addis Abeba il 9 e 10 febbraio. Il tema annuale della conferenza era “Rifugiati, Rimpatriati e Persone Disperse Internamente”. Durante l’intervento, l’Alto Commissario Onu ha sottolineato che un alto numero di rifugiati vive in situazioni difficili a causa del protrarsi di conflitti in determinare regioni africane. A suo avviso, è fondamentale che venga mostrata solidarietà nei loro confronti per meglio gestire le situazioni.

In relazione al Global Compact sull’immigrazione, adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso dicembre con l’obiettivo di una maggiore inclusione dei rifugiati nelle comunità dove risiedono, Grandi ha dichiarato che l’iniziativa è già stata applicata a Melkadida.

L’Etiopia, secondo Paese più popoloso del continente africano dopo la Nigeria, è uno degli attori principali del Corno d’Africa sia sul piano economico sia sul piano della sicurezza. È previsto che lo Stato africano diventi il primo esportatore di energia dell’area e anche il Paese più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente. Nonostante ciò, nel 2016, l’Etiopia ha subito il peggior periodo di siccità degli ultimi 50 anni, che ha provocato una crisi umanitaria che ha interessato circa 10 milioni di persone.

Il 19 gennaio, il governo di Addis Abeba ha adottato una legge che conferirà a circa 1 milione di rifugiati il diritto di lavorare e vivere al di fuori dei campi profughi. Tale mossa è stata lodata in quanto mira a dare una maggiore dignità agli stranieri e a ridurre la dipendenza del Paese dagli aiuti esteri.

L’Etiopia è il secondo Stato del continente per popolazione di rifugiati dopo l’Uganda, per un numero pari a 900.000 persone che sono fuggite da conflitti, siccità e persecuzioni avvenute nei vicini Sud Sudan, Sudan, Somalia ed Eritrea. In Etiopia, i rifugiati sono confinati in circa 20 campi sparsi per tutto il territorio nazionale e alla maggior parte degli stranieri non è permesso lavorare.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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