Maduro ostenta normalità, la sua vice: “gli aiuti umanitari sono veleno cancerogeno”

Pubblicato il 14 febbraio 2019 alle 9:15 in America Latina Venezuela

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In piena crisi politica e disconosciuto dalla maggior parte dei paesi americani ed europei, il governo chavista del Venezuela ostenta normalità, determinato a mostrare al mondo un paese normale e un governo nel pieno delle sue funzioni.

Tuttavia, l’organizzazione di una contro-marcia a sostegno dell’esecutivo, avvenuta il 12 febbraio nel centro di Caracas, è stata di nuovo frettolosa e deludente per gli organizzatori: si sono mobilitate poche centinaia di sostenitori, militanti e dipendenti pubblici, nonostante le autorità avessero messo a disposizione decine di autobus statali. Non hanno riempito più di tre isolati dalla città. Durante la manifestazione i sostenitori del presidente Maduro hanno ostentato normalità con i media stranieri presenti. “Stiamo festeggiando il Venezuela libero” – ha affermato un manifestante intervistato dal quotidiano spagnolo El Mundo. “Ad Haiti la situazione è un disastro ma non interviene nessuno – afferma un altro – perché lì non c’è petrolio”.

La sere precedente Nicolás Maduro e il suo ministro delle Comunicazioni, Jorge Rodríguez, avevano organizzato un evento con uomini d’affari per il lancio del “marchio Venezuela ” per promuovere il turismo e gli investimenti stranieri nel paese più violento con la più alta inflazione al mondo.

“Al giorno d’oggi non esiste nessun altro paese al mondo con maggiori opportunità, con maggiori vantaggi per gli investimenti stranieri, rispetto al nostro amato Venezuela” – ha affermato Maduro parlando agli imprenditori.

Gli oppositori parlando di completa disconnessione del presidente dalla realtà del paese. La prova sarebbe che in un’intervista alla BBC Maduro non sapeva quanto costi oggi un chilo di formaggio (l’equivalente del salario minimo di un mese). Nell’intervista, Maduro ha accusato i media occidentali di mentire e attaccare il Venezuela ed ha assicurato che i problemi del paese sono la colpa delle sanzioni economiche degli Stati Uniti. Il leader bolivariano ha anche negato altre prove: il numero di paesi che hanno riconosciuto Guaidó, più di cinquanta. Per Maduro, ce ne sono solo una dozzina. “Il Venezuela non è un paese di fame, ha livelli molto elevati di nutrienti e accesso al cibo” – ha affermato, denunciando come “farsa, pagliacciata, show” dell’opposizione gli aiuti umanitari statunitensi, canadesi e sudamericani in attesa al confine con la Colombia.

La vicepresidente Delcy Rodriguez è andata oltre denunciando che gli aiuti umanitari arrivati dagli Stati Uniti siano contaminati e cancerogeni. “Questo aiuto umanitario è inquinato e avvelenata, è cancerogeno, è stato dimostrato da diversi studi scientifici che dimostrano come gli Stati Uniti cerchino di somministrare veleno chimico alla nostra gente tramite cibo andato a male. Si potrebbe dire che sono armi biologiche quelle che spacciano per aiuti umanitari ” – ha assicurato la leader chavista.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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