La Spagna verso elezioni anticipate

Pubblicato il 14 febbraio 2019 alle 9:30 in Europa Spagna

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Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, annuncerà il prossimo venerdì, dopo la riunione del Consiglio dei ministri, la data delle prossime elezioni politiche, secondo quanto riferiscono fonti dell’Esecutivo di Madrid. Il governo si sta già preparando per la convocazione elettorale dopo che il Congresso dei Deputati ha respinto il 13 febbraio il progetto di legge del bilancio generale dello stato per il 2019, con i voti di Partito Popolare, Ciudadanos e separatisti catalani.

Prima del voto sugli emendamenti al bilancio, Unidos Podemos, il Partito Nazionalista Basco e il Partito socialista hanno fatto diversi tentativi di convincere i due partiti separatisti catalani, Sinistra Repubblicana di Catalogna e Partito Democratico Catalano, a ritirare gli emendamenti alla totalità della legge e a votare a favore del bilancio del governo di Pedro Sánchez. Alberto Garzón e Joan Mena, di Unidos Podemos e En Comú Podem (branca catalana della formazione di sinistra radicale) e Aitor Esteban, portavoce per del Partito Nazionalista Basco, si sono uniti ai socialisti e hanno ricordato alle formazioni indipendentiste che potevano mantenere le loro richieste territoriali e di identità, pur consentendo l’approvazione del bilancio 2019. È stato inutile. Gli emendamenti alla totalità della legge che affondano il governo socialista sono stati approvati con 191 voti a favore, 158 contrari e un’astensione, il che significa che i conti sono stati respinti ed è iniziato il conto alla rovescia per la convocazione di nuove elezioni.

La maggioranza che il 1 giugno scorso aveva reso possibile la mozione di sfiducia contro Mariano Rajoy e l’ascesa di Pedro Sánchez si è spaccata e paradossalmente rimarrà in vigore la legge di bilancio 2018 approvata dal governo popolare.

La possibilità di discutere la legge provvedimento per provvedimento è caduta a seguito dell’approvazione degli “emendamenti alla totalità”, una norma del sistema parlamentare spagnolo che permette di bocciare una legge direttamente, senza analisi dei singoli articoli. Gli emendamenti alla totalità sono stati presentati e approvati dal Partito Popolare, dai liberali di Ciudadanos, dai regionalisti delle Asturie di Foro Asturias, dai nazionalisti canari di Coalición Canaria e dalle due formazioni separatiste catalane. Contro il governo hanno votato anche tre formazioni che non avevano presentato detti emendamenti: i regionalisti della Navarra di Unión del Pueblo Navarro, la sinistra indipendentista basca Bildu e due dei cinque deputati di En Marea, coalizione di sinistra radicale della Galizia. L’unico deputato di Nueva Canarias, nazionalista canario alleato dei socialisti, Pedro Quevedo, si è astenuto dopo le recenti polemiche tra il governo centrale e le autorità isolane sul trasferimento di fondi dalle Canarie alla Catalogna previsto dalla legge ormai bocciata.

D’ora in poi, il Presidente del governo può convocare le elezioni in qualsiasi momento. Lo stesso Pedro Sánchez ha ribadito che senza la legge di bilancio “il potere legislativo è abbreviato”. Nei giorni scorsi il premier aveva indicato il 14 aprile come possibile data delle elezioni anticipate.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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