Varsavia: ha inzio il summit sul Medio Oriente proposto dagli USA

Pubblicato il 13 febbraio 2019 alle 11:52 in Medio Oriente USA e Canada

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È iniziato il summit sulla pace e la sicurezza in Medio Oriente, a Varsavia, in Polonia, che si concluderà giovedì 14 febbraio.

L’iniziativa è stata proposta dagli Stati Uniti, la cui delegazione è guidata dal vicepresidente, Mike Pence, e include il segretario di Stato, Mike Pompeo, e il consigliere del presidente Donald Trump sul Medio Oriente, Jared Kushner. Sono altresì presenti il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, 30 ministri degli Esteri di Paesi europei, tra cui l’Italia, Mediterraneo, Medio Oriente, America Latina, Asia e Africa. Complessivamente, al summit stanno partecipando circa 50 Stati. Non sono ancora noti tutti i Paesi che parteciperanno, anche se sembra che dalla lista siano assenti gli ufficiali iraniani. L’iniziativa è stata ideata dall’inviato speciale di Trump in Iran e capo del gruppo di azione per il Paese mediorientale, Brian Hook. È sicuro che l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, non parteciperà al summit, come la Russia e il Libano, che hanno declinato l’invito. 

La Polonia, che ospita l’evento, ha esortato i partecipanti a non trasformare la conferenza in una manifestazione propagandistica contro Teheran, anche se l’ex ambasciatore polacco in Afghanistan, Piotr Likasiewics, ha riferito che ormai Varsavia “ha perso il controllo sul messaggio generale del summit”. Alla vigilia dell’incontro, Netanyahu, durante una visita presso la base navale del porto di Haifa, nel Nord di Israle, ha messo in guardia l’Iran, dichiarando che “i misisli israeliani possono viaggiare molto velocemente“. Per tutta risposta, il comandante delle forze armate iraniane, il maggiore generale Mohammad Baqeri, ha riferito che la conferenza di Varsavia non riuscirà a indebolire la Repubblica Islamica e le sue politiche. A suo avviso, l’evento è “insignificante e inutile”. 

Come spiega al-Jazeera English, tale conferenza avviene in un momento sensibile, in cui l’Unione Europea sta cercando di salvare l’accordo sul nucleare con l’Iran, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), dal quale gli Stati Uniti si sono ritirati lo scorso 8 maggio per volere del presidente Donald Trump. Il patto era stato firmato il 14 luglio 2015, da Iran, Germania e i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, quali Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, comportando la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

L’obiettivo del summit è quello di effettuare una riflessione collettiva sulle dinamiche in corso in Medio oriente, e sui possibili scenari futuri. Particolare attenzione verrà dedicata alle situazioni in Siria e in Yemen, così come al processo di pace tra Palestina e Israele e all’Iran. Tra i temi trattati sono presenti anche l’assistenza ai rifugiati, la sicurezza cibernetica, il contrasto al terrorismo, al suo finanziamento e alla proliferazione missilistica.

L’emittente qatarina spiega che la conferenza è stata organizzata in questo momento, poiché gli Stati Uniti stanno iniziando a disimpegnarsi dalla regione. Non a caso, il 19 dicembre, Trump ha annunciato il ritiro ufficiale delle truppe statunitensi dalla Siria e di gran parte dall’Afghanistan. La conferenza di Varsavia costituisce il primo tentativo del leader della Casa Bianca di costruire un fronte comune verso le questioni mediorientali.

Secondo quanto riferito da Ellie Geranmayeh, dell’European Council on Foreign relations, il fatto che alcuni paesi europei si siano rifiutati di partecipare all’incontro riflette che, nonostante riconoscano l’esistenza di problemi con l’Iran, non credono che gli Stati Uniti stiano gestendo la situazione nel giusto modo per la stabilità della regione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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