Spagna: inizia processo agli indipendentisti catalani, proteste a Barcellona

Pubblicato il 13 febbraio 2019 alle 8:46 in Europa Spagna

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È iniziato a Madrid il processo contro gli indipendentisti catalani, che la Corte Suprema spagnola giudica per i reati connessi al referendum indipendentista de 1 ottobre 2017. Tra gli imputati l’ex vicepresidente della Generalitat Oriol Junqueras, la ex presidente del parlamento catalano Carme Forcadell e diversi esponenti dell’esecutivo allora guidato da Carles Puigdemont, per un totale di 11 persone.

Il presidente della Generalitat, Quim Torra, e quello del Parlamento di Bercellona, Roger Torrent, si sono riuniti con una cinquantina di persone in una strada vicino alla Corte Suprema. L’avvocato di Junqueras, Andreu Van den Eynde, ha descritto come “impeachment” il caso discusso dalla Corte Suprema. Da Bruxelles, l’ex presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, ha insistito sulla stessa idea, e ha anche ricordato il ruolo di Vox nella causa: “L’unica parte civile costituitasi è quella di un partito di destra. Ciò che abbiamo denunciato sin dal primo giorno è un fatto provato”. Secondo gli indipendentisti il processo è il risultato di un’azione politica della destra spagnola e non della violazione di diverse norme costituzionali spagnole.

Jordi Pina, avvocato di tre degli imputati, ha espresso rammarico per il fatto che la Corte Suprema ha respinto la testimonianza di due persone che la difesa considera fondamentali nel processo politico in corso in Catalogna: il re Felipe VI e l’ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont. Felipe VI, secondo l’avvocato è “logico e normale” che sia ascoltato al processo, dato che la procura cita nell’atto d’accusa il discorso alla nazione del monarca del 3 ottobre 2017. Per quanto riguarda Puigdemont, Pina ammette che potrebbe essere un “testimone scomodo” se “appare su uno schermo da Bruxelles”, ma che la sua dichiarazione è essenziale. Il presidente del tribunale ha respinto la richiesta della difesa.

A Barcellona diverse manifestazioni di protesta hanno accompagnato l’inizio del processo a Madrid. I Comitati di Difesa della Repubblica (CDR) hanno bloccato sin dalle prime ore del 12 febbraio l’Autostrada AP-7 all’uscita di Barcellona e diverse altre arterie, tra cui la Gran Vía della capitale catalana. Il traffico è lentamente tornato alla normalità nel corso della giornata, ma alle 12:00 in diversi centri di lavoro si sono osservati 10 minuti di astensione dal lavoro per protesta e una delegazione dei CDR ha protestato dinanzi la procura generale di Barcellona. Nuove manifestazioni, nel corso della serata, hanno avuto luogo a Barcellona, Girona e in numerose località della Catalogna.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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