Siria: 16 civili morti in raid della coalizione USA

Pubblicato il 13 febbraio 2019 alle 6:01 in Siria USA e Canada

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Almeno 16 civili, tra cui 7 bambini, sono stati uccisi nel corso di attacchi aerei della coalizione internazionale a guida americana contro l’ISIS, in Siria. In particolare, secondo quanto riportato da al-Jazeera English, i raid sarebbero avvenuti a Banghouz, villaggio nella provincia di Deir Az Zour, in supporto alle forze delle Syrian Democratic Forces (SDF).

Il portavoce delle SDF, Mustafa Bali, ha riferito che, nella giornata di martedì 12 febbraio, sono ancora in corso scontri nell’area colpita dal bombardamento, dove sono presenti ancora 600 militanti dello Stato Islamico, concentrati in 4 km quadrati, al confine con l’Iraq, lungo la riva Est dell’Eufrate. La coalizione di combattenti, formata da curdi, arabi, ceceni e turkmeni, supportata dalla coalizione USA, ha annunciato l’offensiva per liberare Banghouz il 9 febbraio. Da allora sono stati compiuti progressi, anche se i cecchini dell’ISIS stanno rallentando l’avanzata delle SDF.

Tale fatto è stato confermato da uno dei portavoce della coalizione internazionale, Sean Ryan, il quale ha spiegato che le forze americane e curde stanno affrontando “la feroce risposta” dei terroristi. “Il progresso è molto lento e metodologico, dal momento che i jihadisti continuano a contrattaccare”, ha chiarito Ryan.

Al momento, la coalizione deve ancora confermare la morte dei civili. Il 19 dicembre, il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato il ritiro delle truppe statunitensi dalla Siria, sostenendo che lo Stato Islamico è ormai stato sconfitto. Tale decisione, oltre ad aver provocato le dimissioni del segretario della Difesa USA, James Mattis, e dell’inviato americano alla guida della coalizione internazionale, Brett McGurk, ha colto di sorpresa sia gli alleati occidentali sia i curdi siriano delle SDF. Consiglieri ed esperti avevano suggerito a Trump di attendere a ritirare le truppe, poiché in Siria sono ancora presenti numerose cellule dell’ISIS.

Uno dei più alti ufficiali militari americani in Medio Oriente, il generale Joseph Votel, ha confermato fonti di intelligence, secondo cui in Siria e in Iraq sono presenti ancora “decine di migliaia” di combattenti dello Stato Islamico. “Sono dispersi e disgregati, ma c’è ancor auna leadership e diversi facilitatori”, ha spiegato Votel, il quale ha aggiunto di essere molto fieri della coalizione internazionale a guida USA. A suo avviso, nonostante il ritiro statunitense dalla Siria, gli Stati Uniti dovrebbero continuare a esercitare pressione sull’ISIS e a supportare le SDF. 

La coalizione internazionale a guida americana è stata formata nel settembre 2014 e, ad oggi, è composta da 79 membri. Il suo scopo è quello di sconfiggere l’ISIS definitivamente. Nonostante la vittoria militare contro lo Stato Islamico in Siria sia stata annunciata il 6 dicembre 2017, i combattenti continuano ad essere attivi in alcune zone del Paese, soprattutto nella valle dell’Eufrate.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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